martedì 28 dicembre 2010

Riassunti

Ciao a tutti.
Innanzitutto volevo augurarvi un felice Natale e un grandioso anno nuovo. Seconda cosa Vi prego di non sgridarmi se non ho potuto aggiornare il blog come e soprattutto quanto avrei voluto; ho avuto alcuni impegni che mi hanno distratta da questo lavoro, ma adesso sono qui per aggiornarVi brevemente sulle notizie di questo ultimo mese. Cominciando con una notizia positiva, si registra una crescita dei consumi Bio in Italia nonostante la situazione di crisi e la conseguente contrazione della domanda di generi alimentari. Questi dati sono riferiti alla Gdo, dove il biologico è sempre più richiesto; nel settore dei negozi specializzati, punto di riferimento da anni per i consumatori di biologico, si registra una situazione ancora più positiva: l’incremento degli acquisti di prodotti Bio nei primi dieci mesi del 2010 è stato superiore al 15%.. La necessità di sicurezza alimentare e l’attenzione per la tutela ambientale sono due fattori importanti che trovano la naturale risposta nel biologico. Va registrato anche che la continua crescita del volume delle vendite si traduce in una riduzione di prezzo dei prodotti biologici, sempre più alla portata di tutti i consumatori consapevoli”.



Un'altra notizia apparsa recentemente sui nostri quotidiani registra la nascita di una azienda di agricoltura biologica nel deserto che si affaccia sul Mar Rosso ad opera di un finanziere italiano. Nel deserto roccioso del Sinai, conosciuto più che altro come terra di guerre tra Egitto e Israele, si coltivano melanzane e peperoni, fagiolini e zucchine, lattuga e banane, fragole e addirittura funghi. Per farlo, viene utilizzata l’acqua del mare desalinizzata da costosissimi impianti e terra fertile del Nilo trasportata da colonne di camion dal delta del fiume fino alla costa meridionale del promontorio (non indaghiamo sull'impatto e sui costi ambientali di questa operazione ma fermiamoci a questa bella iniziativa).

Cambiando argomento, suggeriamo ai nostri governanti di tenersi un po' informati. Quando tutto il mondo, durante questa crisi, immette forti finanziamenti nelle energie rinnovabili, in Italia pensiamo a costruire nuove centrali nucleari (!?!)ignorando che la green economy fa bene non solo al pianeta ma anche al problema della disoccupazione. Energie rinnovabili, edilizia sostenibile, trasporti non inquinanti, agricoltura biologica, eco-turismo, comunicazione ambientale, finanza verde, gestione dei rifiuti, sicurezza del territorio ... sono questi gli aspetti che toccano sempre più la nostra quotidianità.
La green economy interessa ogni comparto produttivo, genera nuovi posti di lavoro e consente la riqualificazione di molti profili che non trovano più spazio nel mercato dell’occupazione. I nuovi posti di lavoro che si vengono a creare investendo nel mercato della green economy sono oltre 4 milioni e soltanto nei paesi più industrializzati. A tenere alta la bandiera dei Paesi più virtuosi dell’Unione Europea è la Germania, visto che le risorse in campo per i green jobs sono quadruplicate e si stima di raggiungere il 16% dell’intera produzione industriale.
Ma anche in Italia qualcosa inizia a muoversi.



Adesso, purtroppo, un paio di notizie da far rabbrividire. La prima arriva direttamente dal cuore delle foreste di Sumatra dove le nuove concessioni forestali ottenute dai giganti cartari minacciano di far fallire gli accordi sul clima, comportano l’abbattimento del 5% delle residue foreste pluviali e torbiere della provincia di Riau, e causando il rilascio massicce quantità di carbonio in atmosfera facendo di questa zona l’epicentro delle emissioni di gas serra causate dalla deforestazione in Indonesia e rendendo questa regione il terzo paese al mondo per emissioni di gas serra, dopo Cina e Stati Uniti, malgrado la scarsa industrializzazione del paese.


Adesso arriviamo a casa nostra con una notizia che sembra una barzelletta ma purtroppo è la verità. Le conclusioni della Pontificia Accademia delle Scienze illustrano come i benefici (?) derivanti dagli OGM possano essere molto significativi per i paesi più poveri e per i soggetti più deboli (donne e bambini). Una volta la Chiesa si arroccava sulle tesi della Natura che non deve essere corrotta, adesso siamo passati (e mi piacerebbe davvero sapere il motivo) all'asserto... che muoiano pure ma con la pancia piena. mah

martedì 30 novembre 2010

Ma adesso basta davvero!!!

Ciao a tutti.
Che gli inglesi non fossero dei maestri in cucina non è una cosa che scopro io oggi; confronto alle specialità italiane, diciamo che non c'è proprio storia. Certo, hanno inventato il roastbeef, non temono confronti con fish and chips, qualche formaggio e davvero poco altro. Mi fa piacere inoltre raccontarvi (in quanto appassionata di Highlander non potevo certo farne a meno) a grandi linee gli ingredienti per il piatto tipico scozzese: l'Haggis, un insaccato di interiora di pecora (cuore, polmone, fegato), macinate insieme a cipolla, grasso di rognone, farina d'avena, sale e spezie, mescolati con brodo e bollite tradizionalmente nello stomaco dell'animale. Siete ovviamente liberissimi di fare i Vostri commenti.
Comunque, bando alle ciance, il problema che voglio portare alla luce oggi è questo.
La Food Standards Agency (l'ente che controlla gli standard degli alimenti in circolazione), ha sentenziato che non c'è alcuna differenza tra il cibo che deriva dal bestiame "ordinario" e quello proveniente da animali manipolati geneticamente.
Un'affermazione che in Gran Bretagna apre la strada alla commercializzazione di carne e latte provenienti da animali clonati e che potrebbe fare breccia sulla moratoria della Commissione Europea in merito.
Sinceramente mi si accappona la pelle al solo pensiero!!!



Non sono una di quelle che mangia carne dalla mattina alla sera ma ogni tanto una bella grigliata o un filettino al pepe non lo disdegno assolutamente. Già gli inglesi mi hanno fregata con la mucca pazza impedendomi per anni di mangiare una bella fiorentina alla brace (e in quanto toscana la cosa non mi faceva certo piacere) ma qui si esagera davvero; e poi, mi ripeto, che cosa ne sapranno mai gli inglesi di cucina per insegnarci queste amenità?

venerdì 19 novembre 2010

Un Natale per la Natura

“Un Natale per la Natura” è il titolo dell’iniziativa che la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) organizza per sabato 4 e domenica 5 dicembre 2010 nelle piazze italiane.
In cambio di una piccola donazione, si potrà ricevere una confezione di Lenticchie LIPU e sostenere così il progetto Oasi, veri e propri tesori di biodiversità dove vivono centinaia di specie di uccelli e numerosissime altre specie animali e vegetali e che funzionano da veri e propri laboratori didattici all’aperto, dove ogni anno 200mila visitatori imparano a conoscere la biodiversità.
In cambio di soli cinque euro i volontari offriranno al pubblico una confezione da 500 grammi di lenticchie biologiche a cui verrà abbinata gratuitamente una confezione di pasta biologica di semola di grano duro da 250 grammi, nel formato “festoni”.
Un abbinamento perfetto per cucinare un pasto equilibrato che offre carboidrati e proteine, partendo da prodotti privi di sostanze chimiche e realizzati con metodi rispettosi dell’ambiente e della biodiversità.



Nel 2009 sono state 7mila le confezioni di Lenticchie LIPU distribuite nelle piazze e nelle strutture della LIPU, nell’ambito della campagna “Salviamogli le penne, salviamoci le penne”, focalizzata sulla tutela di cinque specie di uccelli a rischio di estinzione specie (capovaccaio, tarabuso, pernice bianca, berta maggiore, gallina prataiola).
Per chi non potesse raggiungere uno dei banchetti in programma il 4 e il 5 dicembre 2010, è possibile ordinare le Lenticchie LIPU direttamente sul web alla pagina http://www.lipu.it/emporio/
Per informazioni sui banchetti e le piazze del 4-5 dicembre, oppure per ordinarle direttamente su web, il sito di riferimento è www.lipu.it

martedì 2 novembre 2010

Una nuova speranza

Ciao a tutti.
Ottime notizie arrivano dalla conferenza di Nagoya, in Giappone, dove è stato raggiunto un accordo sulla conservazione della biodiversità, sull'uso sostenibile delle risorse e sull'accesso alle risorse genetiche con una ripartizione più equa dei benefici tra Paesi avanzati e quelli in via di sviluppo su scala mondiale per la la protezione della biodiversità. Al termine di due intense settimane di negoziati tra i 190 Paesi membri della Convenzione sulla diversità biologica, la Conferenza ha approvato un piano per il 2020 che fissa "20 obiettivi strategici" per proteggere la natura e frenare il ritmo allarmante di scomparsa delle specie, in particolare con l'estensione delle aree protette in tutto il mondo, sia sulla terraferma sia in mare. L'obiettivo principale sarà inoltre proteggere il 10% della superficie degli oceani, il 17% di quella terrestre e ripristinare almeno il 15% di aree degradate.




I delegati hanno anche approvato un protocollo sulla spartizione dei benefici tratti dalle industrie farmaceutiche e cosmetiche dalle risorse genetiche dei Paesi del Sud del mondo (animali, piante, microrganismi), una decisione accolta da un lungo applauso dei partecipanti alla Conferenza. Raggiunto infine un accordo per modificare i sussidi perversi (come pesca e agricoltura) per garantire il valore della biodiversità anche all'interno delle contabilità nazionali. Dieci mesi dopo il fallimento del vertice sul clima di Copenaghen la riuscita di questa conferenza dà una boccata d'ossigeno al processo complessivo dei negoziati Onu sull'ambiente.

mercoledì 27 ottobre 2010

L'albero della vita

Ciao a tutti.
In occasione della prima edizione della Giornata nazionale dell’albero, istituita dal disegno di legge “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” approvato oggi in Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Ambiente sta organizzando per il 21 novembre diverse iniziative sul territorio nazionale. Obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, in particolare delle nuove generazioni, sull’importanza del patrimonio arboreo e boschivo del nostro Paese, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, delle Politiche agricole, del Corpo Forestale dello Stato, delle Regioni e dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani).
Fulcro della Giornata la piantumazione contemporanea in ogni città, a mezzogiorno, di un numero di piantine arboree di specie autoctone proporzionale ai nati del Comune sulla base della popolazione residente. Gli alberi, forniti dal Ministero, dal Corpo Forestale e dai vivai regionali, saranno messi a diposizione dei Comuni alcuni giorni prima del 21 novembre così da facilitare l’organizzazione della messa a dimora. La piantumazione è prevista in luoghi che abbiano un valore particolare in materia di lotta al disboscamento illegale e di cura del territorio per la prevenzione e il contrasto del dissesto idrogeologico.




Ogni Comune potrà rendere questa Giornata una significativa occasione di partecipazione collettiva, organizzando iniziative sul tema anche in collaborazione con le associazioni ambientaliste e le scuole del territorio.
Inoltre il Ministero dell’Istruzione sta diramando una circolare a tutte le scuole con l’invito a effettuare nella settimana precedente al 21 novembre attività sugli alberi e la loro importanza. Le prime 500 scuole che aderiranno alla Giornata sempre entro il 4 novembre riceveranno 5 alberelli da piantare nei propri cortili o giardini, mentre le altre saranno invitate a raccordarsi con i propri Comuni per organizzare insieme le iniziative legate all’evento.
Il Ministero dell’Ambiente sta poi siglando accordi a livello nazionale, replicabili a livello locale, con associazioni ambientaliste e operatori del settore vivaistico per far sì che tutti gli italiani, il 21 novembre, possano procedere alla messa a dimora di nuovi alberi.

martedì 12 ottobre 2010

Era meglio essere daltonici

Ciao a tutti.
Innanzitutto volevo scusarmi per la mia latitanza; da quando sono tornata dal Sana, non ho più avuto né occasione né modo di scrivere notizie su questo blog. E, per dirla tutta, mi sono un po' stufata di scrivere di brutte notizie e disastri ambientali ma, data la gravità dell'accaduto, non posso certo esimermi. Dopo che finalmente è stata chiusa la falla che ha provocato la marea nera nel Golfo del Messico (si potrà mai tornare alla normalità?), la rottura di un bacino di contenimento ha inondato di veleni il "bel Danubio blu" trasformandolo in "grande cloaca rossa".



Già nel 2000 infatti, scarichi contenenti cianuro provocarono uno dei maggiori disastri che il gran fiume che bagna mezza Europa abbia dovuto sopportare; oggi una quantità 10 volte superiore di fanghi tossici si è riversata in due suoi affluenti. Ora sicuramente verranno a raccontarci che il pericolo è stato sopravvalutato e che nel giro di qualche mese tutto tornerà alla normalità, ma vogliamo davvero fidarci di questa gente? E in più, lasciando per un momento perdere il discorso sul Danubio, vogliamo dire qualcosa dei morti, dispersi e feriti che questo disastro ha causato? E gli effetti che tutto questo potrà avere sugli oltre 4000 ettari (un ettaro equivale a 10.000 mq) di campi e pascoli sterilizzati completamente per decenni?



I casi della vita han fatto si che proprio in questi giorni sia uscito sulla rivista "Nature" un rapporto che dipinge un vero e proprio stato di crisi dei fiumi del nostro pianeta. Sfruttati e minacciati da almeno un migliaio di cause tutte, e sottolineo tutte, riconducibili all'uomo ( scarichi industriali, costruzione di dighe, introduzione di nuove specie per ripopolare la fauna acquatica), i corsi d'acqua di tutto il mondo sono in gravissimo pericolo ed è ora che l'umanità prenda coscienza che l'acqua dolce non è una risorsa illimitata.

P.S. Nello stesso momento in cui scrivo questo post, al largo delle coste olandesi di fronte a una località balneare dal nome impronunciabile si è verificato uno scontro tra una nave portaconteiner e una nave carica di combustibile. Sul posto ci sono già navi attrezzate per il pronto internento contro la marea nera ma...
E' DAVVERO ORA DI FINIRLA

mercoledì 22 settembre 2010

Viaggio nel tempo

Ciao a tutti.
In effetti sono una appassionata di fantascienza, ma non è certo di questo che volevo parlare. Il 12 settembre si è chiuso a Bologna il 22° salone internazionale del naturale (altrimenti detto SANA). Alcuni di Voi che hanno avuto modo di visitare la fiera durante il week end avranno notato il solito caos, espositori gentili e premurosi, assaggini sfiziosi e abbondanti e quant'altro il pubblico può chiedere ad una fiera del genere. Esiste però anche un altro lato in ogni fiera che al pubblico pagante non è dato di vedere; le giornate di apertura per gli addetti ai lavori. Sono proprio queste le giornate dove si possono realisticamente valutare le tendenze del mercato e dei produttori; ed è qui che arrivano le famigerate "dolenti note".



Calo di presenze e di aziende rispetto alla scorsa edizione (dove comunque già si era registrato un trend negativo), aziende rappresentative nei vari settori del biologico italiano che hanno dato forfait, grande distribuzione e acquirenti stranieri che hanno decisamente snobbato la manifestazione.
Anche i convegni (alcuni dei quali avrebbero dovuto rappresentare il top dell'evento) hanno registrato pochissime presenze (pochi intimi diciamo).
La stessa Associazione Italiana Agricoltura Biologica si è dichiarata delusa dalla fiera di quest'anno, chiedento a gran voce una fiera che sappia "parlare con nuovi attori commerciali", andando anche ben oltre dicendo che "il salone di Bologna è oramai ridotto al simulacro della fiera nazionale del biologico che è stata nel passato [...] con la partecipazione anche di operatori ben lontani dal Bio"".
E' questo il motivo per cui AIAB saluta con fiducia ed entusiasmo il lancio della fiera "B to bio" che si svolgerà il prossimo mese di maggio a Milano. Per quelli di noi che non potranno andare al Biofach di Norimberga (me compresa), l'appuntamento è quindi rimandato a maggio; buon bio a tutti!

mercoledì 15 settembre 2010

Non è certo la ricerca che noi rifiutiamo

Ciao a tutti.
Avevo pensato di raccontarvi del Sana a Bologna ma volevo prima finire il concetto iniziato nello scorso post: rifiuto degli OGM - rifiuto della ricerca. Da numerosi articoli apparsi sui quotidiani questa estate e da frammenti di conversazioni captate in spiaggia, ho notato che molti tendono ad accomunare i due concetti tacciandoci di essere retrogradi, nonostante il fatto che noi si abbia una posizione nettamente diversa e molto ragionata.



Chi è anche solo moderatamente a favore di una alimentazione biologica, oppure a chilometro zero, oppure più rispettosa dell'ambiente, o che rispetti la tipicità dei prodotti non vuole certo rifiutare (di norma) la ricerca nella sua interezza ed i progressi che ne potrebbero conseguire (in poche parole non siamo e non vogliamo essere retrogradi). Il problema è, secondo me, che si avverte il timore che questa ricerca sulle piante geneticamente modificate sia condizionata dalla volontà di accentrare produzione e vendita di sementi nelle mani di multinazionali (che non a caso detengono quasi il monopolio di queste ricerche).
Sarò anche fin troppo schietta, ma solo il fatto che una multinazionale voglia rassicurarmi sulla bontà dei loro esperimenti mi mette in agitazione...



Inoltre, chi si oppone a questa ricerca ha ottime ragioni per farlo, sia per quel che riguarda la salvaguardia dei prodotti tipici (oltre 5.000 in Italia), sia per la voglia di alimenti di qualità nel rispetto dell'ambiente, degli animali, dei produttori e, in fin dei conti, dei consumatori.
Non sono certo a favore di una globalizzazione che vuole omologare il più possibile le produzioni agricole e alimentari; vorrei una ricerca insomma che permetta di coniugare produzioni di qualità e benessere animale, biodiversificata e rispettosa dell'ambiente, buona, sana ed economicamente conveniente.
Non mi sembra di chiedere troppo.

lunedì 6 settembre 2010

Wellcome back

Ciao a tutti!
Prima di ogni cosa volevo augurare a tutti di ricominciare bene la stagione lavorativa e di lasciarsi, in un angolino, i bei ricordi di questa estate passata per i momenti grigi che potrebbero arrivare questo inverno.
Per ricominciare invece con le nostre discussioni sugli OGM e sulla biodiversità, riprendiamo da una notizia apparsa ancora alla fine di Luglio ed ovviamente passata del tutto inosservata; in Friuli (e chissà in quali altri luoghi) sono stati seminati campi OGM (probabilmente) in palese violazione di un decreto legislativo ancora del 2001. Il procuratore di Pordenone ha deciso però di fare finta di nulla e richiedere una perizia lasciando passare un intero mese (quando in realtà servirebbero dai 2 ai 4 giorni) per la stesura della stessa (come se il proprietario del campo e chi lo lavora non sapessero la verità).



Il problema grosso è che, aspettando così tanto, si rischia di arrivare alla fioritura delle piante e quindi alla contaminazione di altri campi limitrofi. Infatti la coesistenza tra coltivazioni tradizionali e OGM non è assolutamente possibile perché in breve tempo le modificazioni genetiche riguarderebbero anche i campi coltivati con sementi tradizionali.
Il nostro Paese è la culla delle biodiversità; il vero business è quello delle multinazionali che brevettano le sementi e legano a sè gli agricoltori costringendoli a ricomprarle ogni anno.



Continuiamo insomma a fare finta di non capire che l'opposizione agli OGM è economica e per nulla ideologica.
La prossima volta, infatti, faremo due chiacchiere su ideologia e ricerca.

mercoledì 28 luglio 2010

Multinazionale di banditi

Ciao a tutti.
Lo so, sono noiosa, ma con questo caldo mi ritrovo sempre a mangiare una bella caprese con il basilico fresco e profumato della mia amica Raffa. E quindi potete benissimo comprendere quanto mi facciano imbestialire le notizie che appaiono (con il contagocce a dire il vero) sui media, riguardanti la oramai famigerata questione delle mozzarelle blu e del postaccio dove vengono fabbricate (perchè parafrasando una bella pubblicità italiana, le mozzarelle tedesche non si fanno, si fabbricano).
E' qualche tempo oramai che la procura di Torino indaga mentre i tedeschi hanno accampato scuse di ogni genere e sostenuto fino all'ultimo istante che il famigerato batterio Pseudomonas (che nonostante le loro rassicurazioni proprio innocuo non è) si era infiltrato nelle confezioni a causa di un incidente, oramai ampiamente risolto; le loro mozzarelle sarebbero buone, sane e sicure.



Sane e sicure un cavolo!!!
I consulenti di Torino hanno evidenziato nelle loro analisi che di ben alri batteri si sta parlando.



Le due immagini di questo post non servono per pubblicizzare un nuovo film sulla fine del mondo (anche se immaginare certe cose è pura fantascienza); sono le immagini di due dei batteri che sono stati trovati delle mozzarelle tedesche e il cui ambiente naturale non è certo il formaggio a pasta filata.
Si sviluppano e proliferano nelle fogne.
I nomi sono un po' complicati, ma il concetto credo che sia abbastanza chiaro.
A tutto ciò, possiamo aggiungere in primis che la fabbrica tedesca sapeva del problema da almeno 6 mesi e soprattutto che le autorità tedesche non hanno accolto le denunce dei clienti mentre invece quelle di Bruxelles si sono ben guardate dall'ordinare una interruzione della produzione.
Un solo commento ... uno schifo!

martedì 27 luglio 2010

Dovere di cronaca

Ciao a tutti.
Ieri abbiamo pubblicato un post dove parlavamo "un po' male" della Granarolo (non è che avessimo proprio torto). Oggi puntualmente arriva una rettifica.
Il colosso bolognese infatti, dopo aver ovviamente scaricato tutte le colpe verso la multinazionale tedesca Milchwerk Jager (come faranno a dormire in questo periodo solo loro lo sanno), esprime innanzitutto la propria estraneità rispetto alla provenienza del latte tedesco. Dopo tutti gli allarmi causati, però, la Granarolo fa sapere che Loro si erano accorti che non tutto funzionava a dovere lassù in Germania e tira fuori una ricca documentazione (?) in cui sembra abbiano espresso le loro perplessità. In Emilia, infatti, confermano di aver acquistato dall'azienda incriminata formaggi a pasta filata ma soprattutto rivela di aver verificato NEGLI ANNI che la Jager non era "conforme" agli standard.
E noi che per anni ci siamo fidati di loro!!!

lunedì 26 luglio 2010

E ci siamo giocati anche la Lola

Ciao a tutti.
Negli anni '60, per chi si ricorda (e per chi c'era) l'ispettore Rock divenne famoso pubblicizzando la brillantina Linetti; negli anni '70 spopolava il culturista dei biscotti Plasmon; gli anni '80 furono appannaggio dell'ippopotamo azzurro della Lines e del mitico Calimero. Era (ed è tutt'oggi) rassicurante identificare certi prodotti con personaggi che diventano con gli anni in un certo modo familiari. Tutto questo preambolo per salutare, con una buona dose di amarezza, la mitica mucca Lola del marchio Granarolo.



E' di pochi giorni fa infatti, la notizia che sono state trovate mozzarelle-puffo anche a marchio Granarolo; il colpevole è sempre l'oramai famoso Pseudomonas fluorescens. Si viene a sapere così che, nonostante la Granarolo si vanti di utilizzare solamente latte italiano per i suoi prodotti, la Lola però risiede in Germania.

martedì 13 luglio 2010

Ultime sugli OGM (speriamo)

Ciao a tutti.
Finalmente la Commissione Europea prende atto della forte opposizione dei cittadini europei e dà la possibilità agli Stati membri di decidere liberamente se coltivare o meno Organismi Geneticamente Modificati (che solo dal nome incutono timore). Questo "pacchetto OGM" consiste sostanzialmente in 3 distinti documenti. Il primo di carattere generale si concentra sulla libertà dei singoli Paesi di decidere autonomamente in merito alle loro coltivazioni. Il secondo è una raccomandazione che contiene regole maggiormente restrittive per garantire ai Paesi la possibilità di adottare misure tese ad evitare la presenza involontaria (?) di OGM. Il terzo documento è un regolamento che sancisce la possibilità di adottare misure volte a restringere o proibire la coltivazione di OGM.



L'adozione di queste proposte dà valore all'impegno di un vasto schieramento trasversale in rappresentanza della maggioranza dei cittadini che sono contrari ai cibi OGM sulle nostre tavole. Tutto ciò viene inoltre confermato dal drastico crollo di terreni seminati con organismi geneticamente modificati; nel 2009 infatti la superficie europea coltivata con prodotti transgenici risultava pari a circa lo 0,001% della superficie totale considerando anche che oramai sono solamente sei i Paesi che coltivano OGM.
Continuiamo così che l'anno prossimo, magari, riusciremo a convincere anche questi 6 paesi (Spagna, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Polonia e Portogallo) che nel coltivare prodotti transgenici, oltre a rischi per la salute e per l'ambiente, non c'è nemmeno convenienza economica.
E se li tocchi nel portafoglio...

mercoledì 30 giugno 2010

Noi Puffi siam così

Ciao a tutti.
Non potevamo certo far finta di nulla di fronte a quello che sta succedendo nel nostro Paese e soprattutto sulle nostre tavole. I NAS infatti hanno sempre più da fare nel sequestrare incredibili quantità di mozzarella blu importata dalla Germania (esportate tra gli altri anche nei mercati francese, bielorusso e sloveno). Una piccola parentesi la potremmo aprire dicendo che 'mozzarella blu' non è un caso nato a giugno quando i Nas hanno operato un primo maxi-sequestro. Già il 21 maggio scorso un cittadino di Mantova aveva acquistato un pacco di formaggio diventato bluastro appena aperto, ma nonostante il reclamo presentato, nessuno tra i grandi (e nemmeno tra i piccoli) media ha avuto la prontezza (per non dire il coraggio) di darne notizia. Va però detto che importare prodotti alimentari da altri Paesi è, ovviamente, una pratica legalissima anche se è innegabile che mentre dici mozzarella, così come la salsiccia piccante, i taralli, i limoni ecc. pensi ad un prodotto tipico italiano. E invece no. La spesa, a prezzi stracciati, tra gli scaffali del discount ti fa toccare con mano il senso dell'economia globale. Così nei banchi frigo di Eurospin e di Ldl (per citarne solo due guarda caso finiti nell'inchiesta delle mozzarelle blu) trovi alimenti che prima di finire sulla tua tavola hanno fatto il giro di mezza Europa. Persino il magistrato titolare dell'inchiesta, Raffaele Guariniello, quando vennero sequestrate le prime "mozzarelle", si è domandato se la notizia fosse proprio quell'inconsueta pigmentazione, o piuttosto il fatto che in Italia si mangiano le mozzarelle tedesche.



Inoltre se è vero, come dicono i NAS e i proprietari del caseificio tedesco incriminato, che il responsabile di questa pigmentazione è il batterio Pseudomonas, bisogna stare ancora più attenti perché non è assolutamente innocuo come vogliono farci credere: sarebbe stato infatti la causa della morte della bellissima modella brasiliana Marianna Bridi (vedi foto sopra), deceduta per setticemia causata appunto da una variante di questo batterio. Ma le nostre autorità sanitarie nazionali non ritengono necessario spargere allarmismo: la situazione al momento sarebbe assolutamente sotto controllo.
E se ce lo assicurano loro...

mercoledì 16 giugno 2010

La frittata della Pina

Ciao a tutti
Ieri ero al supermercato a fare la spesa e, dato che in tv si parla solo dei mondiali di calcio, mi è presa la voglia di farmi una frittatina di fantozziana memoria (niente birra gelata con annessi e connessi però). Ovviamente ho aquistato una confezione di uova di galline allevate a terra; quella che viene chiamata dai media una scelta di coscienza (o magari solo logica) ma mi illudo che possa avere conseguenze anche sull'industria. Una volta in ufficio, mi sono informata sui vari sistemi di allevamento e ve ne riporto un brevissimo compendio.



Sulle confezioni è obbligatorio riportare le modalità di allevamento attraverso un codice comune che indica con O le uova da allevamenti biologici, 1 allevamenti all'aperto, 2 a terra e 3 in gabbia. In Italia circa l'80% delle galline ovaiole vive in gabbie di batteria; questo cosa vuol dire? Vuol dire che ci sono milioni di animali reclusi in spazi più piccoli di un foglio A4, in gabbie impilate in file fino al soffitto con ventilazione e luce forzata per aumentarne la produzione impedendo il loro comportamento naturale.



Per questo le galline diventano aggressive e spesso impazziscono e diventano cannibali (così è necessario tagliare loro il becco). Subiscono inoltre innumerevoli danni tipo osteoporosi e deformazioni agli arti. Scegliere l'uovo giusto allunga il tempo della spesa di circa 3 secondi ... ne vale la pena!!

martedì 15 giugno 2010

Avevo pochi dubbi

Ciao a tutti.
L'estate è in arrivo, e come ogni anno, in televisione imperversano programmi sull'alimentazione con la partecipazione di illustri dietologi. Peccato però che questi programmi dicano sempre le stesse cose con i soliti personaggi insulsi; mangiare frutta e verdura, la dieta mediterranea, la prova costume e altre amenità simili. Nessuno però ci parla di un certo professore di Harvard (ed ex commissario della Food and Drug Administration) di nome Kessler; forse perché non va in televisione con le giuste mises, oppure non apprezza i plastici del nostro vespone nazionale. Fatto sta che questo professore qualcosa di interessante lo dice e soprattutto lo scrive in un suo libro (non ancora tradotto in italiano ovviamente).
In sostanza Kessler afferma che tra i molti motivi per i quali ingrassiamo possiamo tranquillamente annoverare le manipolazioni dei produttori che arricchiscono indebitamente i cibi per non farci smettere di volerne ancora. E' in buona sostanza lo stesso ragionamento che i produttori di sigarette usano quando sottopongono il tabacco a quello che viene chiamato "processo ammoniacale" per aumentare la voglia di fumare.
Per raggiungere lo scopo, la prima e più comune tecnica utilizzata è quella di addizionarei i vari ingredienti con grassi, sali o zuccheri in modo da renderle più appetibili. Una seconda tecnica utilizzata sarebbe quella di rendere i cibi molto più facili da masticare e deglutire, aprendo la strada al secondo boccone, poi al terzo, al quarto...
Tutto questo è quanto meno una concausa dei problemi di sovrappeso e di obesità che stanno diventando sempre di più una malattia sociale. Più conoscenza da parte nostra è doverosa, più coscienza da parte loro... un'utopia???

sabato 5 giugno 2010

WED 2010

Ciao a tutti.
Oggi, 5 Giugno 2010 è la giornata mondiale dell'ambiente (World Enviromental Day).
Migliaia sono gli eventi organizzati in tutto il mondo: pulizia di spiagge e fondali marini, concerti, mostre, festival, meeting e molto altro ancora. Testimonials d'eccezione saranno presenti e attivi in diverse tra queste celebrazioni. Sul sito dell'UNEP (la sezione delle Nazioni Unite che si occupa di tutela ambientale) è possibile partecipare ad una votazione per eleggere l'eroe di questa giornata.



Quest'anno in particolare dovremmo essere tutti più partecipi di questo evento. Troppi sono infatti gli scempi a cui stiamo sottoponendo la nostra Terra e non accennano a diminuire. Gli esempi raccapriccianti sono continuamente sotto i nostri occhi. Nel Golfo del Messico da oltre un mese non si riesce ad arginare la fuoriuscita di oltre un milione di litri di petrolio al giorno (per non parlare del gas e di tutti gli altri veleni). Non si è ancora svolta la conferenza mondiale siu cambiamenti climatici che già si parla di una risoluzione da affrontare DOPO!
E non va certo meglio sul fronte delle biodiversità, tema centrale della giornata odierna. I più recenti studi parlano di un incremento del tasso di estinzione di specie esistenti sul pianeta di migliaia di volte quello dovuto ai soli fattori naturali. Non vogliamo diventare anche noi una specie a rischio!!!

martedì 25 maggio 2010

Superati i 30...

Ciao a tutti.
Purtroppo non sto parlando della mia età (i trenta li ho passati oramai da parecchio tempo), ma dei prodotti presenti nel sito Vetrina Verde.
Dopo poco più di una settimana di vera attività promozionale, il sito si sta animando e il gruppo di facebook sta costantemente aumentando i propri iscritti.
La piazza virtuale che ha come scopo quello di mettere in contatto produttori e consumatori di alimenti biologici piano piano sta prendendo corpo.
La sezione chiamata "Buone Tradizioni" ha già almeno un prodotto per ogni categoria (Pasta, Pane & Co, Dolci da Forno, Miele e Confetture), mentre la categoria "L'angolo della degustazione" comincia ad avere un buon numero di prodotti tra i suoi Vini. Altri sono presenti in categorie diverse(sughi e conserve, bevande e alimenti alla soia ecc) e contiamo di aumentare il numero dei prodotto presenti (tutti ovviamente certificati come prodotti biologici).
Keep in touch

venerdì 7 maggio 2010

12 è meglio di 5

Ciao a tutti.
L'Unione Europea ha adottato un nuovo logo per l'identificazione dei prodotti biologici che sostituisce quello fino ad ora utilizzato; la commissione ha infatti ritenuto necessario introdurre nuove norme per favorire una maggiore individuazione dei prodotti biologici da parte dei consumatori.
Il nuovo logo, come possiamo vedere, è costituito da dodici stelle bianche che tracciano il profilo di una foglia su fondo verde brillante. Dal 1° luglio sull'etichetta degli alimenti biologici deve essere obbligatoriamente riportato: il logo comunitario e l'indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è composto.



Il logo europeo, secondo la Commissione, "mira a rafforzare la fiducia del consumatore e a sostenere il settore biologico nella Ue". L'uso del logo comunitario e l'indicazione sono facoltativi per i prodotti importati da paesi terzi, ma se il logo figura nell'etichetta, questa deve riportare anche l'indicazione dell'origine.
I consumatori, quindi, quando acquisteranno un prodotto alimentare in cui appare il logo dell’eurofoglia sulla confezione, avranno la certezza che l’alimento è pienamente conforme ai requisiti europei per l’agricoltura biologica. Sarà impiegato all’interno e all’esterno dei confini dell’Unione sui prodotti biologici confezionati.
Sotto il profilo commerciale, un nuovo strumento identificativo accompagnerà il logo biologico: un codice numerico dell’organismo certificatore, in formato standard, con l’indicazione del luogo di coltivazione delle materie prime agricole che costituiscono il prodotto.

lunedì 3 maggio 2010

Troppo presto o troppo tardi?

Ciao a tutti.
Oggi ho trovato una notizia particolarmente interessante; non che io sia favorevole alla sperimentazione animale, anzi, ma c'è una novità che merita di essere sottolineata. Uno studio indipendente realizzato dall'Accademia Russa per le Scienze insieme ad altre importanti associazioni ha riscontrato una gravissima deficienza della capacità riproduttiva su mammiferi alimentati con cibo OGM. Riassumendo brevemente, è stato evidenziato che una prima generazione di criceti alimentati con soia transgenica non ha subito alcun mutamento, ma già nella seconda generazione il tasso di crescita e la maturità sessuale si è rallentata drasticamente e nella terza generazione le cavie hanno completamente perso le loro capacità riproduttive oltre che sviluppato diverse malformazioni (crescita di peli all'interno del cavo orale, ecc.). L'unica certezza, per adesso, è che gli effetti negativi si bloccano solo quando si smette di alimentare i criceti con cibo geneticamente modificato.

Anche una ricerca francese invece, pubblicata sull’ultimo numero dell’International Journal of Biological Sciences, ha preso in esame topi alimentati con le tre varietà di mais OGM approvate anche in Europa per il consumo umano.
Già uno studio effettuato da un’agenzia del Governo austriaco aveva mostrato che il cibo Ogm è una potenziale minaccia alla fertilità. I francesi hanno individuato inoltre, danni al fegato e ai reni, gli organi addetti a filtrare le tossine. Sono stati notati altri danni relativi al cuore, alle ghiandole surrenali, alla milza e al sistema ematopoietico.

Sicuramente è ancora troppo presto per poter trarre conclusioni definitive, ma se il buongiorno si vede dal mattino ...

giovedì 29 aprile 2010

La primavera in casa

Ciao a Tutti.
Per chi come me è alle prese (o lo sarà presto) con starnuti, pruriti, infiammazioni dell'apparato respiratorio e tutti quei disturbi creati dalle allergie di stagione, ci sono un paio di suggerimenti che potrebbero essere utili. Sappiate innanzitutto che le nostre case brulicano di fonti di polveri sottili, muffe e acari: mobili, fornelli, impianti di riscaldamento e condizionamento, detersivi ecc.



Esiste un sistema efficace per migliorare l'aria di casa ed è quello di circondarsi di piante.
Sono molte le specie che possono avere una certa efficacia per i nostri problemi.
Il Chlorophytum Elatum assorbe il 96% di formaldeide ma sono ottimi anche l'Edera Variegata e il Philodendro Domestico; il Ficus Benjamin è ottimo contro il benzene, l'Anturium contro l'ammoniaca, lo Spatifilo allevia i problemi causati da acetone e metanolo, la Dracena Marginata elimina xilene e toluene
Un accorgimento però... Non dimenticate di annaffiarle!

giovedì 22 aprile 2010

40 anni e non sentirli...

Ciao a tutti.
Negli Usa 40 anni fa, per la prima volta, il senatore democratico Gaylord Nelson riuscì a coinvolgere 20milioni di americani in una straordinaria mobilitazione per la difesa dell’ambiente con lo scopo di riportare l’attenzione politica sulla tematica ecologista, un argomento ancora oggi di grande attualità. Negli anni l’iniziativa ambientale è riuscita a diffondersi in tutto il mondo ed oggi sono 174 i Paesi che si apprestano a celebrarla. Una giornata intera per dire no all’inquinamento atmosferico sensibilizzando le persone sui temi della sostenibilità ambientale e delle risorse rinnovabili.
I principi promossi da questa iniziativa invitano non solo tutti i singoli cittadini ad impegnarsi concretamente verso un consumo responsabile e sostenibile ma anche gli stessi governi a dar vita ad una green economy, un nuovo modo di vivere l’economia rivolta alla salvaguardia dell’ambiente attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili meno inquinanti.



Moltissime le iniziative in tutto il mondo per celebrare l’evento. In Italia è stato organizzato a Roma un concerto gratuito che vedrà la partecipazione di Pino Daniele e altri importanti esponenti della scena musicale internazionale; a chiudere la serata la Night Geo Sessions, una performance unica nel suo genere, dove sonorità selezionate e mixate si fonderanno con le piu’ suggestive immagini della natura di National Geographic Channel, adattate dal visual artist DDG Crew.
Segnaliamo inoltre l’anteprima cinematografica di “Earth – la nostra terra”, un documentario naturalistico, firmato DisneyNature, che è un vero e proprio inno alla bellezza della nostra Terra, ai suoi meravigliosi paesaggi naturali e alla fauna che la popola.
L’obiettivo è uno solo: sensibilizzare l’uomo a comprendere che il benessere della Terra in cui vive è solo nelle sue mani perchè oggi più che mai è possibile e doveroso dire che il futuro è nelle nostre mani.
Buona giornata a tutti!

venerdì 16 aprile 2010

... E buona domenica

Ciao a tutti.
Nonostante la crisi e il calo dei consumi, il settore dell’agricoltura biologica continua a vivere una stagione felice e il calo delle vendite dei prodotti agroalimentari pare non l’abbia contagiato.
A segnalare l’andamento controtendenza è la Confederazione italiana agricoltori.
La rilevazione è stata divulgata durante la presentazione dell’iniziativa, in programma domenica prossima, 18 aprile, “Le piazze del Bio”, promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per gustare sapori naturali e conoscere i vantaggi del biologico per la salute e l’ambiente.
L’evento, che rappresenta un momento di incontro tra il mondo agricolo, i consumatori e le istituzioni, si inserisce nell’ ambito del “Programma di azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici”.
La manifestazione nasce dall’esigenza di promuovere comportamenti orientati al consumo consapevole delle produzioni ottenute con il metodo biologico, attraverso una corretta ed immediata informazione del cittadino-consumatore.
“Le piazze del bio” si svolgerà nelle piazze di Aosta, Ancona, Bari, Belluno, Bologna, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Chieti, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Torino, Udine.



Nelle 20 piazze saranno allestiti gazebo che ospiteranno operatori biologici certificati locali i quali avranno la possibilità di promuovere e far degustare i propri prodotti accorciando la distanza con il cittadino-consumatore.
È inoltre prevista un’area istituzionale in cui saranno presenti il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, le amministrazioni locali (Regioni, Provincie, Comuni, Camere di Commercio) le associazioni di categoria e gli organismi di controllo dai quali si potranno ricevere informazioni utili sui vantaggi del “mangiar sano”.

mercoledì 14 aprile 2010

Dal Chilometro 0 al Metro 0

Ciao a tutti.
Oggi facciamo due chiacchiere sulla nuova moda di coltivare frutta e verdura sul balcone o, per chi può, nel giardino di casa al posto di rose e gerani.
La tendenza all’auto-produzione infatti si sta consolidando e diffondendo in varie forme. Si va dall’orticello “casalingo” di Michelle Obama alla riconversione di un centro commerciale americano in un grande orto coperto.
In alcune città si stanno inoltre facendo i primi progetti di “agritettura”, una via di mezzo tra agricoltura e architettura. La tendenza, come spesso accade, arriva da New York dove è nata l’idea di orti coltivati in altezza. Al di là di ogni altra considerazione, ogni centimetro recuperato al verde in città, è un pezzo di natura che va a migliorare il tessuto urbano.
La prima “vertical farm” in Italia potrebbe sorgere a Milano e diventare il simbolo dell’Expo 2015. Si tratterebbe di un grattacielo verde al cui interno verrebbero coltivati prodotti agricoli biologici per 25mila persone e che verrebbero distribuiti al piano terra, in un centro commerciale, senza che facciano un solo chilometro. L’edificio funzionerebbe senza utilizzare un watt di energia che non sia auto-prodotto e senza generare rifiuti o emissioni.
Non si tratterebbe certo di un palazzo convenzionale con coltivazioni al posto di uffici. L’ambiente di coltivazione sarebbe chiuso e controllato permettendo tra l’altro alle strutture di essere produttive 12 mesi l’anno, evitando l’ingresso di parassiti o erbe infestanti ed eliminando di fatto l’utilizzo di pesticidi e diserbanti. Si è arrivati persino a prevedere l’allevamento di pesci e piccoli animali.
Non pensiamo certo che le “vertical farms” (se dovessero prendere piede) possano rappresentare da sole la risposta a tutti i problemi inerenti lo sfruttamento delle risorse naturali del pianeta ma potrebbe sicuramente essere un inizio per realizzare un giusto compromesso tra tecnologie e tutela dei territori.
Ci piace.

venerdì 9 aprile 2010

La regina verde

Ciao a tutti.
Oggi, dopo una settimana di latitanza, diamo un po' i numeri e parliamo di Emilia Romagna che si conferma sempre più la regione-regina del Bio in Italia.
In primo luogo, è la regione leader per numero assoluto di operatori biologici e con 359 spacci Bio sui 2.176 rilevati in Italia (16%), l’Emilia Romagna è prima anche nella vendita diretta in azienda.
Inoltre è davanti a tutte le altre regioni nella ristorazione scolastica biologica con 147 mense sulle 837 censite, (18%).
Ma non è tutto. L’Emilia Romagna è anche prima nei mercatini, con 37 realtà sul totale di 225 (16%). Prima anche nella vendita di prodotti Bio attraverso internet, con 20 siti su 132 (15%).
Non è prima ma seconda, dopo la Lombardia, per numero di bioristoranti: 39 su 228 (17%). Arriva al terzo posto per il numero di agriturismi Bio (dopo Toscana e Marche) con 158 attività su 1.222 (13%). Si classifica al quarto posto per numeri di negozi Bio, dopo Lombardia, Piemonte e Veneto, con 109 su 1.132 (10%). E’, infine, al quinto posto per numero di gruppi d’acquisto solidale, con 50 su 598 censiti (8%) (dopo Lombardia, Toscana, Lazio e Veneto).
Da regione rossa a regione verde.

giovedì 1 aprile 2010

Benessere dalle erbe

Ciao a tutti.
Le erbe aromatiche tipicamente usate nella cucina mediterranea non solo rendono i piatti più appetitosi ma giovano anche alla salute grazie alle loro virtù antiossidanti. Lo rivela una ricerca spagnola pubblicata di recente sulla rivista Flavour and Fragrance Journal. Il primato antiossidante spetterebbe in particolare ai chiodi di garofano, grazie all’elevato contenuto di composti chimici appartenenti alla famiglia dei fenoli.



La ricerca spagnola nasce dall’esigenza di individuare un’alternativa naturale ed economica alle sostanze sintetiche o geneticamente modificate, utilizzate nei prodotti alimentari che devono essere conservati. Questo ha spinto i ricercatori ad analizzare il potere antiossidante di alcune spezie tipicamente usate nella dieta mediterranea. Nella classifica delle spezie più antiossidanti i chiodi di garofano (Syzygium aromaticum) si sono aggiudicati il primo posto, seguiti, nell’ordine, da origano (Origanum vulgare), timo (Thymus vulgaris), rosmarino (Rosmarinus officinalis) e salvia (Salvia officinalis). I risultati mostrano che gli ossidanti naturali presenti nelle spezie usate nella dieta mediterranea oltre che avere effetti benefici per la salute, possono rappresentare una valida alternativa per l’industria alimentare, a condizione che le caratteristiche organolettiche dei prodotti non vengano compromesse.



Aggiungere dei chiodi di garofani all’arrosto, un rametto di rosmarino in più alle patate al forno e abbondare con l’origano sui pomodori può allora contribuire ad aumentare il potere antiossidante della nostra alimentazione, con effetti positivi per la salute. Ma la ricaduta più importante si potrebbe avere sul fronte della preparazione industriale degli alimenti: gli oli estratti da queste erbe mediterranee, grazie all’alto contenuto di fenoli, potrebbero essere inseriti nei prodotti alimentari, soprattutto in quelli a base di carne, come antiossidanti naturali perché ne rallentano il deterioramento evitando il ricorso ad antiossidanti sintetici. Inoltre contrastano l’ossidazione dei lipidi, uno dei motivi principali del deteriorarsi degli alimenti e causa di una riduzione del loro valore nutrizionale nonché del gusto.
Un' ulteriore conferma dei benefici delle spezie arriva anche da un altro studio pubblicato di recente sul Journal of Food Composition and Analysis. Le erbe e le spezie in generale rappresentano un’eccellente fonte di antiossidanti; tuttavia può non essere semplice calcolarne il tasso di utilizzo in quanto generalmente vengono consumate in quantità limitate rispetto ad altri alimenti ricchi di antiossidanti come frutta e verdura. Le erbe aromatiche vengono infatti usate in piccole quantità per arricchire ricette o per marinare carne e pesce, rendendoli più gradevoli. Questi ricercatori hanno preso in esame le miscele di erbe più comunemente usate per marinare gli alimenti,contenenti aglio, pepe rosso, zenzero, sesamo, limone, miele, erba cipollina. Tutte le miscele, alcune più alcune meno, hanno dimostrato di avere elevate proprietà antiossidanti che, però, verrebbero parzialmente compromesse dalla cottura degli alimenti marinati. Da qui alcuni pratici consigli: preferire le salse più ricche di antiossidanti e magari utilizzarle dopo la cottura di carne o pesce, oppure, quando possibile, consumarle a freddo per condire le insalate.
Dimenticavo...
Attenti ai pesci d'Aprile e Buona Pasqua a tutti!

giovedì 25 marzo 2010

E alla fine.... Luca ha vinto

Ciao a tutti.
Una buona notizia anche oggi.
La Commissione Interministeriale sulle sementi ha chiuso definitivamente la porta agli Organismi Geneticamente Modificati (e speriamo che mai la riapra) nonostante il via libera dell'Unione Europea sulla patata transgenica e su alcune varietà di sementi. A Roma i rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole e del Ministero della Salute e Ambiente, oltre che rappresentanti di 6 regioni italiane (Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Veneto) hanno espresso il loro parere negativo sull'iscrizione al registro delle sementi del mais OGM.
Il divieto riguarda tra l'altro, tutte le varietà di mais OGM della Monsanto (circa un centinaio).
Le coltivazioni biotech non sono possibili per motivi agronomici e socio-economici
Ci sarebbero cioè rischi di inquinamento per il territorio e di contaminazione per gli agricoltori che decidessero di usare biologico o varietà tradizionali.
E speriamo di non sentirne parlare più!

venerdì 19 marzo 2010

Forza Luca parte 2

Ciao a tutti.
Buone notizie dal fronte OGM. Il Ministro Luca Zaia ha trovato sostenitori all'interno del Governo italiano.

Il Ministro della Salute Fazio, infatti, ha recentemente affermato che: "il Governo italiano non è favorevole all'introduzione di colture Ogm per la contrarietà anche culturale della stragrande maggioranza dei nostri agricoltori", e ha continuato affermando che "va ricordato che anche il Commissario Europeo ha indicato con chiarezza che per quanto riguarda le coltivazioni Ogm le disposizioni saranno di competenza degli organismi nazionali" incaricando l'Agenzia per la Sicurezza Alimentare di Parma di effettuare verifiche minuziose e studiare nuovi protocolli per garantire trasparenza e affidabilità.

Il Ministro Zaia ha aggiunto che la forza dell'agricoltura italiana è anche genetica, la si deve anche a quello che generalmente viene chiamata biodiversità. Aprire in modo indiscriminato agli Ogm sarebbe un errore forse irreparabile. I prodotti dei nostri territori sono la cristallizzazione di colture e tradizioni a volte centenarie. Sono in gioco interessi di milioni di contadini, consumatori e in ultima analisi la stessa identità dell'agricoltura italiana, che non possiamo spazzare via in nome di una presunta modernità che non ammette obiezioni. Perché i nostri contadini dovrebbero pagare le royalty a multinazionali proprietarie delle sementi geneticamente modificate? perchè le nostre produzioni tradizionali devono essere messe a rischio dall'arrivo di queste nuove sementi? Siamo certi che gli Ogm siano sicuri per la salute dei consumatori? La qualità e le diversità sono le principali caratteristiche che rendono competitivi i nostri prodotti; se accettiamo di rinunciarci per un vantaggio a breve termine è chiaro che ne usciremo sconfitti.
Se c'è bisogno di aggiungere altro?

martedì 16 marzo 2010

Energia pulita

Ciao ciao
Oggi ci sono notizie interessanti, non tanto in campo alimentare quanto in quello energetico. Per fare fronte alle urgenti necessità di fonti di energia non inquinanti e poco costose, ci viene in aiuto madre natura. Si sta studiando infatti il possibile utilizzo di piante per la produzione di biocarburanti. A dire il vero questi studi stanno andando avanti da parecchio. Si è iniziato questo processo sottraendo cibo e terra a coltivazioni normali (attraverso un processo non particolarmente sicuro per la salute e causando ovviamente un aumento dei prezzi degli alimenti). Si è andati avanti utilizzando piante non commestibili o parti di piante che comunque sarebbero state gettate, fino ad arrivare all'utilizzo di piante geneticamente modificate (pioppo oppure tabacco) o utilizzando microorganismi anch'essi modificati. Adesso però una nuova scoperta potrebbe portare ad interessanti prospettive in campo energetico. Studi effettuati in Arizona e in Germania hanno individuato quel momento della fotosintesi clorofilliana che trasforma l'energia elettromagnetica (la luce) in energia chimica. Lo scopo è quello di riuscire a realizzare una sorta di fotosintesi artificiale che utilizzando la luce riesca a sottrarre anidride carbonica dall'aria producendo carburante pulito e facilmente disponibile.
Staremo a vedere

lunedì 15 marzo 2010

Pomodoro 1 - patata 0

Ciao a tutti
Oggi, giornata mondiale della lentezza, registriamo una grande vittoria. Mentre Bruxelles infatti dà il via libera alla coltivazione della patata transgenica per usi industriali (ma che alla fine ci ritroviamo comunque nel piatto), Napoli presenta il superpomodoro, utilizzando vecchi e sani metodi di impollinazione tra il mitico San Marzano e altre specie quasi in via di estinzione.
Da urlo!!!
Questo pomodoro sarà in grado di proteggere meglio le membrane cellulari dall'attacco dei radicali liberi e costituisce un importante fattore di protezione contro diverse malattie cardiovascolari. In più questo pomodoro potrà, è il caso di dirlo, essere consumato in tutte le salse, pizza compresa, arrivando a perdere solamente il 20% delle sue proprietà nutritive.
Si tratta di un vero e proprio smacco per chi, da anni oramai, cerca di modificare geneticamente pomodori con geni animali o di altre specie ottenendo risultati pressoché osceni (e spariti dai marcati alla velocità della luce).
Superpomodoro 1 - Transpatata 0
Una vittoria di tutti noi!

venerdì 12 marzo 2010

L'Europa dichiara ...

Ciao a tutti
Oggi non ho intenzione di tediarvi con le mie elucubrazioni, ma ho deciso di lasciarvi comunque qualcosa su cui riflettere per poi parlarne la settimana prossima insieme; si tratta della “Dichiarazione europea sull’alimentazione per una politica agricola e alimentare comune sana, sostenibile, giusta e solidale”.
Il documento è stato firmato da 11 reti europee, 2 reti internazionali e centinaia di organizzazioni in 24 Paesi europei (agricoltori, consumatori, ambientalisti, altermondialisti e ong), tra cui Aiab, con il Comitato italiano per la sovranità alimentare.
Noi, sottoscritti, dichiariamo che l’Unione Europea deve rispondere alle sfide urgenti che l’Europa sta affrontando in materia di agricoltura e di alimentazione.
Dopo più di mezzo secolo di industrializzazione della produzione agricola ed alimentare, l’agricoltura a conduzione familiare è stata fortemente ridotta e i circuiti alimentari locali hanno regredito in tutta Europa. Oggi, il nostro sistema alimentare è dipendente da carburanti fossili a prezzo sostenuto, non tiene conto che l’acqua e la terra sono risorse limitate e sostiene regimi alimentari dannosi per la salute, ricchi di calorie, grassi e sale e poveri di frutta, ortaggi e cereali. In futuro, il prezzo crescente dell’energia, la perdita drastica della biodiversità, il cambiamento climatico e la diminuzione delle terre e dell’acqua disponibili costituiscono una sfida per la produzione alimentare. Allo stesso tempo, una popolazione mondiale in espansione deve affrontare la contraddizione di un contemporaneo aumento della fame e delle malattie croniche causate dalla sovralimentazione.
Noi riusciremo a rispondere positivamente a queste sfide solo con un approccio completamente diverso nei confronti delle politiche agricole e alimentari. L’Unione Europea deve riconoscere e sostenere il ruolo cruciale dell’agricoltura contadina per l’approvvigionamento alimentare della popolazione. Tutti devono aver accesso a un’alimentazione sana, sicura e nutriente. I modi con cui coltiviamo, distribuiamo, prepariamo e mangiamo cibo dovrebbero rendere onore alla diversità culturale dell’Europa fornendo un’alimentazione equa e sostenibile.
La Politica agricola comune (Pac) attuale è in discussione in vista della sua riforma prevista per il 2013. Dopo decenni di dominazione delle imprese transnazionali e dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) sulle scelte di politica agricola ed alimentare, è arrivato il momento per la popolazione europea di riappropriarsi della propria politica agricola ed alimentare: è l’ora della sovranità alimentare. Noi crediamo che una nuova Politica agricola e alimentare comune debba garantire e proteggere uno spazio di cittadinanza nell’Ue e nei paesi candidati e la possibilità e il diritto di definire i propri modelli di produzione, di distribuzione e di consumo, partendo dai seguenti principi.
La nuova Politica Alimentare e Agricola Comune …
1. …deve considerare il cibo come un diritto umano universale e non come una semplice merce;
2. deve avere come priorità quella di una produzione di alimenti e mangimi destinata all’Europa e prevedere il commercio internazionale dei prodotti agricoli nel rispetto dei principi di equità, giustizia sociale e sostenibilità ambientale. La Pac non deve danneggiare i sistemi agricoli ed alimentari dei Paesi terzi;
3. deve promuovere modelli alimentari sani indirizzandosi verso diete basate sui vegetali e su un minor consumo di carne, di grassi saturi, di alimenti ricchi in energia e altamente trasformati, rispettando i modelli alimentari culturali e le tradizioni regionali;
4. deve dare priorità al mantenimento di un’agricoltura che coinvolga un alto numero di contadini su tutto il territorio europeo, nel soddisfacimento della duplice funzione di produzione di cibo e di salvaguardia dell’ambiente rurale. Ciò non è realizzabile senza prezzi agricoli giusti e certi, che devono permettere un reddito adeguato per contadini(e) o salariati(e) agricoli e prezzi giusti per i consumatori;
5. deve assicurare condizioni giuste e non discriminatorie ai contadini(e) e ai lavoratori agricoli dell’Europa centrale ed orientale e sostenere un accesso giusto ed equo alla terra;
6. deve rispettare l’ambiente globale e locale, proteggere le risorse limitate del suolo e dell’acqua, fomentare la biodiversità, rispettare il benessere animale;
7. deve garantire che l’agricoltura e la produzione animale restino liberi da Ogm, incoraggiare l’uso delle sementi contadine e promuovere la diversità delle specie domestiche che costituiscono il patrimonio culturale locale;
8. deve cessare di favorire l’utilizzo e la produzione di agro-carburanti industriali e dare la priorità alla riduzione del trasporto in generale;
9. deve assicurare la trasparenza lungo tutta la filiera alimentare, in modo che i cittadini sappiano come viene prodotto il cibo, da dove proviene, cosa contiene e cosa è incluso nel prezzo finale di acquisto;
10. deve ridurre la concentrazione del potere nei settori della produzione primaria, della trasformazione e della distribuzione alimentare e l’influenza esercitata dai gruppi dominanti su ciò che viene prodotto e consumato, oltre a promuovere sistemi alimentari che accorcino la distanza fra produttori e consumatori;
11. deve incoraggiare la produzione e il consumo di prodotti locali, di stagione, di alta qualità, rimettendo in connessione i cittadini con la loro alimentazione e con i produttori di cibo;
12. deve destinare risorse per insegnare ai giovani le pratiche e le conoscenze necessarie a produrre, preparare e apprezzare un’alimentazione sana e nutriente.

martedì 9 marzo 2010

Non solo cibo

Ciao a tutti.
Finiti i festeggiamenti per l'8 marzo, eccoci di nuovo qui a chiacchierare di biologico. Dopo il post di ieri dove dicevamo che molti organismi geneticamente modificati in un modo o in un altro sono già in Italia, volevo fare un brevissimo e per nulla esaustivo punto sulla situazione nel nostro Bel Paese (anche se oggi fa un freddo cane e promette neve).
Le potenze economiche cosiddette emergenti, sembrano seguire il modello americano (maggior produttore di alimenti OGM al mondo) con una nuova carica di entusiasmo e determinazione. Sono proprio questi paesi ad allargare il fronte delle biotecnologie ben oltre il campo alimentare. In india, per esempio si punta sul cotone geneticamente modificato esportando materie base per l'industria tessile (dove le tracce di OGM, a causa delle numerose lavorazioni sono molto difficili da rilevare); oltretutto fibre di cotone vengono utilizzate nella miscela della carta delle banconote e, in alcuni casi, nella fabbricazione delle bustine da tè. A proposito di tè, ricordiamoci che l'amministrazione americana ha dato il via libera alla coltivazione della barbabietola modificata, riversando sul mercato zucchero e derivati per il consumo diretto (il nostro tè di prima) e per la preparazione di altri alimenti (a partire dai dolci ovviamente).
Argentina e Brasile si sono da tempo dati alla soia modificata (oltre che al mais ed al cotone).
Last but not least la Cina. Tra i prodotti geneticamente modificati ci risultano sicuramente pomodori e peperoni, ma le biotecnologie stanno entrando anche nel campo della manifattura. Oltre al cotone (anche loro) la Cina sta testando la resa del pioppo modificato e queste materie prime modificate presto potranno condizionare anche la competizione mondiale tra imprese.
Detto questo... à bientot

lunedì 8 marzo 2010

Sono tra noi

Bentrovati a tutti.
Eccoci pronti ad un'altra settimana all'insegna del biologico.
Per non farci mancare niente, in questo week end mi sono fatta una piccola ricerca sui cibi geneticamente modificati presenti in Italia. Una premessa doverosa è che comunque l'Europa (nonostante la Commissione Europea voglia farci mangiare a tutti i costi le patate geneticamente modificate) resta ancora una sorta di isola felice in un mondo sempre più invaso da OGM.
Forse ciò è dovuto al fatto che mentre in Europa un produttore deve scrivere sull'etichetta e dimostrare che il suo prodotto non è nocivo alla salute, negli USA (e le potenze emergenti sembrano voler ovviamente seguire questa metodologia) è il compratore che deve dimostrare che una merce è dannosa.
Comunque sia, senza entrare nel merito di questa differenziazione, è stato importante scoprire che in Italia almeno il 25% dei mangimi per animali (bovini, suini e ovini) proviene dalle coltivazioni di soia OGM degli Stati Uniti, Argentina e Brasile. Non vi sono a tutt'oggi prove che il dna modificato venga trasferito ai prodotti alimentari ricavati da questo bestiame, tuttavia... sarebbe meglio evitarli.
Ci sentiamo domani per nuove riflessioni

giovedì 4 marzo 2010

Forza Luca !!

Ciao a tutti.
Il Luca che citiamo nel titolo è l'attuale Ministro per le Politiche Agricole. Non voglio entrare in polemiche politiche ma ho apprezzato, e spero anche voi, il suo commento al via libera alla super-patata dato ieri dalla Commissione Europea. Non ha certo persoo tempo il nostro Ministro, né ha tentennato come da italica tradizione.
"Finché ci sarò io al Ministero, gli OGM non varcheranno il soglio nazionale!"
Chiaro, deciso, e perentorio, arrivando anche a prospettare un referendum contro gli OGM.
Andiamo avanti così!

mercoledì 3 marzo 2010

Non ci sono più le patate di una volta

Ciao a tutti.
Oggi non è una bella giornata, sia per il tempo che per il cibo.
E' giusto giusto di ieri la notizia che la Commissione Europea ha dato il via libera alla coltivazione della patata geneticamente modificata (chiamata Amflora), insieme a 3 nuove varietà di mais anch'esse transgenici. Un viatico che, oltre ad annullare circa 12 anni di resistenza alle coltivazioni transgeniche, cozza pesantemente contro direttive della stessa Commissione Europea. Esiste infatti una direttiva che proibisce espressamente e tassativamente qualsiasi organismo geneticamente modificato contenente geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana, ma a quanto pare la sicurezza alimentare non è poi materia così importante per la Comunità Europea. Qualcuno potrà anche sostenere che questa super-patata verrà utilizzata in ambito industriale (con i suoi amidi si realizza una carta più lucida, i filati risultano più forti e l'intonaco aderisce meglio alle pareti), ma verrà anche utilizzata (insieme a sottoprodotti e scarti vari) come mangime animale. Ma dico, ci rendiamo conto??? Gli animali nutriti con questi amidi si dovranno suicidare o ce li ritroveremo in tavola? E allora cosa contano queste limitazioni che vengono poste? Oppure potremmo semplicemente scrostare un po' il muro del soggiorno per mettere in tavola una cena coi fiocchi.
Possono darci tutte le giustificazioni che vogliono ma alla fine, mangiare patatine davanti alla televisione non sarà più goloso come una volta.

martedì 2 marzo 2010

Un grazie alla Danimarca

Ciao a tutti
oggi è una giornata stupenda, un caldo sole e una piacevole brezza annunciano la primavera. Tra non molto comincerà il gran caldo e, come tutti consigliano, cominceremo a bere molto, soprattutto succhi di frutta.
Perché dico questo?
Innanzitutto perché, in quanto meteopatica, ho un umore decisamente allegro con queste giornate ma soprattutto....
Ieri stavo leggendo alcuni quotidiani on line e mi sono imbattuta in una notizia sconcertante (ovviamente sparita dai suddetti quotidiani nel giro di 5 minuti); sembra che in Danimarca alcuni ricercatori abbiano scoperto pericolose quantità di antimonio in 42 succhi diversi di marche differenti. Ora, io non sono una chimica e non chiedetemi cos'è l'antimonio, ma una cosa la so per certa ... proprio bene non deve fare!
Di elevata tossicità e collegato a rischi tumorali, problemi cardiaci e polmonari, da tempo la comunità ha stabilito che questa sostanza non può superare una percentuale di 0,005 ml per litro (un giorno faremo due chiacchiere su questi limiti che vengono imposti discrezionalmente).
I ricercatori dicono che probabilmente la causa vada ricercata nelle modalità di imballaggio, che variano dal PET (la comune bottiglia di plastica) al cartone alimentare dato che è già stato appurato che minime quantità di ammonio vengono rilasciate dai contenitori. Ad ogni modo, che sia dovuto all'imballaggio o alla coltivazione, a me poco importa; so soltanto che adesso che arriverà il caldo ... cosa potremmo bere?

lunedì 1 marzo 2010

La nascita di Vetrina Verde

Ciao a tutti.
Mi chiamo Francesca e mi occuperò di seguire ed aggiornare questo blog legato al sito vetrinaverde (che sarà on line alla fine del mese).
Il sito si occuperà di presentare un certo numero di aziende e prodotti biologici, fornire notizie utili e/o istituzionali, ricette, libri, eventi e quanto di interessante produce il mondo del biologico in Italia.
I proprietari del sito hanno chiesto a me di gestire appunto questo blog.
Perché direte voi?
Perché io sono una di voi.
Non sono un'estremista del biologico, non sono una vegetariana radicale e né tantomeno una vegana rivoluzionaria.
Semplicemente mi piace cucinare e mangiare sano facendo un minimo (un minimo relativo) di attenzione a quello che mangio e all'impatto ambietale che ha il cibo che quotidianamente porto in tavola.
Vorrei che nemmeno esistessero la mucca pazza, la gallina con l'influenza, il maiale depresso, la soia transgenica o il mais modificato.
Se il biologico, come alcuni dicono, è vita, allora diciamo che mi piace vivere bene; se il biologico è il futuro, come invece dicono altri, allora vorrei un futuro migliore.
Ci sentiamo presto,
Ciao a tutti