Bentrovati a tutti.
Eccoci pronti ad un'altra settimana all'insegna del biologico.
Per non farci mancare niente, in questo week end mi sono fatta una piccola ricerca sui cibi geneticamente modificati presenti in Italia. Una premessa doverosa è che comunque l'Europa (nonostante la Commissione Europea voglia farci mangiare a tutti i costi le patate geneticamente modificate) resta ancora una sorta di isola felice in un mondo sempre più invaso da OGM.
Forse ciò è dovuto al fatto che mentre in Europa un produttore deve scrivere sull'etichetta e dimostrare che il suo prodotto non è nocivo alla salute, negli USA (e le potenze emergenti sembrano voler ovviamente seguire questa metodologia) è il compratore che deve dimostrare che una merce è dannosa.
Comunque sia, senza entrare nel merito di questa differenziazione, è stato importante scoprire che in Italia almeno il 25% dei mangimi per animali (bovini, suini e ovini) proviene dalle coltivazioni di soia OGM degli Stati Uniti, Argentina e Brasile. Non vi sono a tutt'oggi prove che il dna modificato venga trasferito ai prodotti alimentari ricavati da questo bestiame, tuttavia... sarebbe meglio evitarli.
Ci sentiamo domani per nuove riflessioni
lunedì 8 marzo 2010
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