mercoledì 14 aprile 2010

Dal Chilometro 0 al Metro 0

Ciao a tutti.
Oggi facciamo due chiacchiere sulla nuova moda di coltivare frutta e verdura sul balcone o, per chi può, nel giardino di casa al posto di rose e gerani.
La tendenza all’auto-produzione infatti si sta consolidando e diffondendo in varie forme. Si va dall’orticello “casalingo” di Michelle Obama alla riconversione di un centro commerciale americano in un grande orto coperto.
In alcune città si stanno inoltre facendo i primi progetti di “agritettura”, una via di mezzo tra agricoltura e architettura. La tendenza, come spesso accade, arriva da New York dove è nata l’idea di orti coltivati in altezza. Al di là di ogni altra considerazione, ogni centimetro recuperato al verde in città, è un pezzo di natura che va a migliorare il tessuto urbano.
La prima “vertical farm” in Italia potrebbe sorgere a Milano e diventare il simbolo dell’Expo 2015. Si tratterebbe di un grattacielo verde al cui interno verrebbero coltivati prodotti agricoli biologici per 25mila persone e che verrebbero distribuiti al piano terra, in un centro commerciale, senza che facciano un solo chilometro. L’edificio funzionerebbe senza utilizzare un watt di energia che non sia auto-prodotto e senza generare rifiuti o emissioni.
Non si tratterebbe certo di un palazzo convenzionale con coltivazioni al posto di uffici. L’ambiente di coltivazione sarebbe chiuso e controllato permettendo tra l’altro alle strutture di essere produttive 12 mesi l’anno, evitando l’ingresso di parassiti o erbe infestanti ed eliminando di fatto l’utilizzo di pesticidi e diserbanti. Si è arrivati persino a prevedere l’allevamento di pesci e piccoli animali.
Non pensiamo certo che le “vertical farms” (se dovessero prendere piede) possano rappresentare da sole la risposta a tutti i problemi inerenti lo sfruttamento delle risorse naturali del pianeta ma potrebbe sicuramente essere un inizio per realizzare un giusto compromesso tra tecnologie e tutela dei territori.
Ci piace.

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