Ieri ero al supermercato a fare la spesa e, dato che in tv si parla solo dei mondiali di calcio, mi è presa la voglia di farmi una frittatina di fantozziana memoria (niente birra gelata con annessi e connessi però). Ovviamente ho aquistato una confezione di uova di galline allevate a terra; quella che viene chiamata dai media una scelta di coscienza (o magari solo logica) ma mi illudo che possa avere conseguenze anche sull'industria. Una volta in ufficio, mi sono informata sui vari sistemi di allevamento e ve ne riporto un brevissimo compendio.

Sulle confezioni è obbligatorio riportare le modalità di allevamento attraverso un codice comune che indica con O le uova da allevamenti biologici, 1 allevamenti all'aperto, 2 a terra e 3 in gabbia. In Italia circa l'80% delle galline ovaiole vive in gabbie di batteria; questo cosa vuol dire? Vuol dire che ci sono milioni di animali reclusi in spazi più piccoli di un foglio A4, in gabbie impilate in file fino al soffitto con ventilazione e luce forzata per aumentarne la produzione impedendo il loro comportamento naturale.

Per questo le galline diventano aggressive e spesso impazziscono e diventano cannibali (così è necessario tagliare loro il becco). Subiscono inoltre innumerevoli danni tipo osteoporosi e deformazioni agli arti. Scegliere l'uovo giusto allunga il tempo della spesa di circa 3 secondi ... ne vale la pena!!

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