mercoledì 28 luglio 2010

Multinazionale di banditi

Ciao a tutti.
Lo so, sono noiosa, ma con questo caldo mi ritrovo sempre a mangiare una bella caprese con il basilico fresco e profumato della mia amica Raffa. E quindi potete benissimo comprendere quanto mi facciano imbestialire le notizie che appaiono (con il contagocce a dire il vero) sui media, riguardanti la oramai famigerata questione delle mozzarelle blu e del postaccio dove vengono fabbricate (perchè parafrasando una bella pubblicità italiana, le mozzarelle tedesche non si fanno, si fabbricano).
E' qualche tempo oramai che la procura di Torino indaga mentre i tedeschi hanno accampato scuse di ogni genere e sostenuto fino all'ultimo istante che il famigerato batterio Pseudomonas (che nonostante le loro rassicurazioni proprio innocuo non è) si era infiltrato nelle confezioni a causa di un incidente, oramai ampiamente risolto; le loro mozzarelle sarebbero buone, sane e sicure.



Sane e sicure un cavolo!!!
I consulenti di Torino hanno evidenziato nelle loro analisi che di ben alri batteri si sta parlando.



Le due immagini di questo post non servono per pubblicizzare un nuovo film sulla fine del mondo (anche se immaginare certe cose è pura fantascienza); sono le immagini di due dei batteri che sono stati trovati delle mozzarelle tedesche e il cui ambiente naturale non è certo il formaggio a pasta filata.
Si sviluppano e proliferano nelle fogne.
I nomi sono un po' complicati, ma il concetto credo che sia abbastanza chiaro.
A tutto ciò, possiamo aggiungere in primis che la fabbrica tedesca sapeva del problema da almeno 6 mesi e soprattutto che le autorità tedesche non hanno accolto le denunce dei clienti mentre invece quelle di Bruxelles si sono ben guardate dall'ordinare una interruzione della produzione.
Un solo commento ... uno schifo!

martedì 27 luglio 2010

Dovere di cronaca

Ciao a tutti.
Ieri abbiamo pubblicato un post dove parlavamo "un po' male" della Granarolo (non è che avessimo proprio torto). Oggi puntualmente arriva una rettifica.
Il colosso bolognese infatti, dopo aver ovviamente scaricato tutte le colpe verso la multinazionale tedesca Milchwerk Jager (come faranno a dormire in questo periodo solo loro lo sanno), esprime innanzitutto la propria estraneità rispetto alla provenienza del latte tedesco. Dopo tutti gli allarmi causati, però, la Granarolo fa sapere che Loro si erano accorti che non tutto funzionava a dovere lassù in Germania e tira fuori una ricca documentazione (?) in cui sembra abbiano espresso le loro perplessità. In Emilia, infatti, confermano di aver acquistato dall'azienda incriminata formaggi a pasta filata ma soprattutto rivela di aver verificato NEGLI ANNI che la Jager non era "conforme" agli standard.
E noi che per anni ci siamo fidati di loro!!!

lunedì 26 luglio 2010

E ci siamo giocati anche la Lola

Ciao a tutti.
Negli anni '60, per chi si ricorda (e per chi c'era) l'ispettore Rock divenne famoso pubblicizzando la brillantina Linetti; negli anni '70 spopolava il culturista dei biscotti Plasmon; gli anni '80 furono appannaggio dell'ippopotamo azzurro della Lines e del mitico Calimero. Era (ed è tutt'oggi) rassicurante identificare certi prodotti con personaggi che diventano con gli anni in un certo modo familiari. Tutto questo preambolo per salutare, con una buona dose di amarezza, la mitica mucca Lola del marchio Granarolo.



E' di pochi giorni fa infatti, la notizia che sono state trovate mozzarelle-puffo anche a marchio Granarolo; il colpevole è sempre l'oramai famoso Pseudomonas fluorescens. Si viene a sapere così che, nonostante la Granarolo si vanti di utilizzare solamente latte italiano per i suoi prodotti, la Lola però risiede in Germania.

martedì 13 luglio 2010

Ultime sugli OGM (speriamo)

Ciao a tutti.
Finalmente la Commissione Europea prende atto della forte opposizione dei cittadini europei e dà la possibilità agli Stati membri di decidere liberamente se coltivare o meno Organismi Geneticamente Modificati (che solo dal nome incutono timore). Questo "pacchetto OGM" consiste sostanzialmente in 3 distinti documenti. Il primo di carattere generale si concentra sulla libertà dei singoli Paesi di decidere autonomamente in merito alle loro coltivazioni. Il secondo è una raccomandazione che contiene regole maggiormente restrittive per garantire ai Paesi la possibilità di adottare misure tese ad evitare la presenza involontaria (?) di OGM. Il terzo documento è un regolamento che sancisce la possibilità di adottare misure volte a restringere o proibire la coltivazione di OGM.



L'adozione di queste proposte dà valore all'impegno di un vasto schieramento trasversale in rappresentanza della maggioranza dei cittadini che sono contrari ai cibi OGM sulle nostre tavole. Tutto ciò viene inoltre confermato dal drastico crollo di terreni seminati con organismi geneticamente modificati; nel 2009 infatti la superficie europea coltivata con prodotti transgenici risultava pari a circa lo 0,001% della superficie totale considerando anche che oramai sono solamente sei i Paesi che coltivano OGM.
Continuiamo così che l'anno prossimo, magari, riusciremo a convincere anche questi 6 paesi (Spagna, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Polonia e Portogallo) che nel coltivare prodotti transgenici, oltre a rischi per la salute e per l'ambiente, non c'è nemmeno convenienza economica.
E se li tocchi nel portafoglio...