Ottime notizie arrivano dalla conferenza di Nagoya, in Giappone, dove è stato raggiunto un accordo sulla conservazione della biodiversità, sull'uso sostenibile delle risorse e sull'accesso alle risorse genetiche con una ripartizione più equa dei benefici tra Paesi avanzati e quelli in via di sviluppo su scala mondiale per la la protezione della biodiversità. Al termine di due intense settimane di negoziati tra i 190 Paesi membri della Convenzione sulla diversità biologica, la Conferenza ha approvato un piano per il 2020 che fissa "20 obiettivi strategici" per proteggere la natura e frenare il ritmo allarmante di scomparsa delle specie, in particolare con l'estensione delle aree protette in tutto il mondo, sia sulla terraferma sia in mare. L'obiettivo principale sarà inoltre proteggere il 10% della superficie degli oceani, il 17% di quella terrestre e ripristinare almeno il 15% di aree degradate.

I delegati hanno anche approvato un protocollo sulla spartizione dei benefici tratti dalle industrie farmaceutiche e cosmetiche dalle risorse genetiche dei Paesi del Sud del mondo (animali, piante, microrganismi), una decisione accolta da un lungo applauso dei partecipanti alla Conferenza. Raggiunto infine un accordo per modificare i sussidi perversi (come pesca e agricoltura) per garantire il valore della biodiversità anche all'interno delle contabilità nazionali. Dieci mesi dopo il fallimento del vertice sul clima di Copenaghen la riuscita di questa conferenza dà una boccata d'ossigeno al processo complessivo dei negoziati Onu sull'ambiente.

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