venerdì 10 giugno 2011

Sturmtruppen da laboratorio

Ciao a tutti.
Siamo ancora qui con l'incubo del batterio killer (sono già morte più di 30 persone) e i tedeschi continuano a brancolare nel buio.
La fonte epidemica resta sconosciuta, ma "attualmente si ipotizza con un certo fondamento che sia da ricercare nel consumo di germogli vegetali di erba media, lenticchie, fagioli a zucca e fieno greco". Facciamo finta di credere alle nostre autorità che riferiscono quanto i controlli italiani siano tra i migliori al mondo.



Dalla Germania intanto, giungono solo dati contraddittori sui campioni prelevati e analizzati, sul numero di decessi e malati; e continuano ad arrivare solo informazioni incomplete e dichiarazioni affrettate non suffragate da nozioni scientifiche. Servirebbe una riflessione attenta però, sul fatto che da quando ho iniziato a gestire questo blog (circa 1 anno!!!) abbiamo avuto tre crisi alimentari originate dalla Germania, che hanno coinvolto i consumatori europei: mozzarelle blu, uova alla diossina e E.coli. Sarà stata una combinazione.
Purtroppo però, non c'è bisogno di trovare l'origine del "batterio killer" per distruggere i mercati. La paura da sola basta e avanza. Perche' a due settimane dall'esplosione dell'epidemia di E.coli in mezza Europa, il panico ha ormai contagiato tutta l'economia.



E l'inevitabile psicosi nei consumi dell'ortofrutta che si e' scatenata tra i consumatori Ue continua a provocare danni enormi a tutto il sistema agroalimentare. Tra lo stop dell'export, l'annullamento degli ordini e delle scorte, il fermo dei prodotti alle dogane, il crollo dei prezzi di verdura e frutta fresca e la distruzione di tutto l'invenduto, le perdite complessive per gli agricoltori europei ammontano oggi a quasi 600 milioni di euro secondo una prima stima.

E' notizia di oggi che la germania ha cambiato di nuovo idea. Secondo i ricercatori di una università tedesca, sono effettivamente i germogli di soia i responsabili di questa epidemia (quello che hanno detto una settimana fa). Mi sembra di giocare al gioco dell'oca (torna indietro di 3 caselle, stai fermo un giro...) ma il problema è che le pedine siamo noi e la nostra salute. Mah!

mercoledì 8 giugno 2011

8 giugno 2011 - Giornata mondiale degli oceani

Ciao a tutti.
Oggi, niente voli pindarici, niente commenti sarcastici, niente nervosismi.
Da buona donna di mare, però, è giusto riportare, nè più nè meno, le parole del Segretario Generale dell'ONU.
La giornata mondiale degli Oceani è un’opportunità per riflettere sull’importanza degli oceani per lo sviluppo sostenibile dell’umanità. È anche ora di riconoscere le numerose sfide connesse agli oceani. Esse vanno dalle risorse di pesca decimate, all’impatto del cambio climatico, dal deterioramento dell’ambiante marittimo alla sicurezza marittima, dalle condizioni di lavoro dei marinai al fenomeno di crescente rilevanza della migrazione attraverso il mare.
Alcune di queste preoccupazioni sono sorte in seguito all’adozione della Convenzione sulla Legge del Mare delle Nazioni Unite. Il progressivo sviluppo della legge del mare attraverso la Convenzione e strumenti ad essa collegati si ripropone di contribuire allo sviluppo sostenibile degli oceani e dei mari oltre che al rafforzamento della pace della sicurezza internazionali, l’utilizzo equo ed efficiente delle risorse degli oceani, la protezione e preservazione dell’ambiente marino e la realizzazione di un ordine economico giusto ed equo. In quanto tale, la legge del mare fornisce una struttura flessibile ed in costante evoluzione che si adatti alle nuove sfide.
Le funzioni dell’ecosistema che gli oceani forniscono, e la loro importanza per l’economia globale, meritano un’attenzione particolare, in relazione alla Conferenza ONU sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20. Per questo motivo, il tema relativo a quest’anno è “I nostri oceani: per un futuro più verde”.
Tutte le attività e le politiche connesse agli oceani ed all’ambiente marino devono riconoscere ed integrare i tre pilastri dello sviluppo sostenibile: ambientale, sociale ed economico. Solo allora potremo raggiungere gli obiettivi di sviluppo fissati dalla comunità internazionale. In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani di quest’anno, esorto i governi e tutti i settori della società a comprendere la nostra responsabilità individuale e collettiva per proteggere l’ambiente marino e per gestire le sue risorse in modo sostenibile per le generazioni presenti e future”.



Guardando agli ultimi dodici mesi, non si può dire che sia stato un bel periodo per gli oceani», afferma il direttore generale dell'Unione mondiale per la conservazione della natura, pensando alla fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico e allo tsunami in Giappone. Fra le minacce più rilevanti per gli ecosistemi marini, l'ultima è quella dell'acidificazione degli oceani. Quest'ultimo fenomeno sta avanzando a un ritmo allarmante, cento volte più veloce rispetto a quello naturale. Senza citare poi l'overfishing, ossia la pesca eccessiva e soprattutto fatta male, che distrugge l'ecosistema marino. Secondo il Wwf , il 76% delle risorse ittiche del mondo sono già sfruttati al massimo della capacità o sovrasfruttati. Poi i trasporti: oltre il 90% di tutti gli scambi commerciali avvengono via mare, con rischi di fuoriuscite di carburante, contaminazione di nuove specie contenute nelle acque di zavorra o di sostanze chimiche delle vernici. Circa 50 mila navi mercantili solcano gli oceani del globo. Infine l'inquinamento: oltre l'80% dell'inquinamento marino deriva da attività terrestri. Diverse le manifestazioni in tutto il mondo, in Italia si segnalano:
- a Trapani incontri e dibattiti sulla tutela e la promozione dell’area del Mediterraneo. A Palazzo Milo saranno attrezzati tre spazi per la proiezione dei filmati e per l’esposizione di una parte della mostra fotografica Pelagos - Festival internazionale del mare, con particolare riferimento al Reportage Mediterraneo degli anni 2010 e 2011.
- all'Acquario di Genova si effettuerà uno speciale rilascio di quattro esemplari di tartarughe Emys nel sito del fiume Centa, in provincia di Savona. Poi due incontri: alle 16,30 Pesce ritrovato, con spiegazione delle proprietà alimentari delle specie ittiche trascurate e dimostrazione di sfilettatura e degustazione; alle 17,50 Un tuffo nel Mediterraneo tra scienza e fumetto.
- all'Acquario di Livorno c'è Tutti sotto insieme a Otto!, lo speciale appuntamento alle ore 16 con il polpo Otto, mascotte della struttura, che condurrà i bambini in visita alla struttura alla scoperta degli abitanti del mare, delle loro caratteristiche, dei problemi di conservazione di alcune specie e della necessità di preservarli.
Dimenticavo... se potete... fate un tuffo in acqua anche per me

martedì 7 giugno 2011

Insalatina tedesca

Ciao a tutti.
ci sarebbero davvero tante cose da dire in questo momento; mi ripropongo sempre di parlare del nucleare, dell'acqua (non dei referendum) e moltre altre notizie di cui presto vi renderò partecipi. Urge però, in questo periodo, fare chiarezza su quello che sta succedendo in Germania (ma non solo). Si parte dal 29 maggio quando, dopo un allarme lanciato appunto da questo paese, si viene a sapere che ci sono state 11 vittime a causa di un batterio di Escherichia Coli. Contemporaneamente il Centro europeo per la prevenzione, riferisce di altri numerosi casi (fortunatamente non mortali) in Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Austria, Svizzera e Olanda.
Il colpevole? Il cetriolo spagnolo (distribuito anche in altri paesi); quindi via... al macero tonnellate e tonnellate di cetrioli e crisi profonda dell'agricoltura spagnola. Le autorità tedesche avvisano però che la causa della contaminazione della verdura non è stata ancora identificata e nel frattempo la Confederazione Russa blocca le importazioni di verdure fresche da tutta Europa.
Panico nella Comunità Europea.



Non è il caso che io stia qui a raccontarvi cos'è questo batterio (o ceppo di batteri) perchè sono notizie facilmente reperibili, fatto sta che dopo pochi giorni (il 31 maggio per l'esattezza), i tedeschi fanno dietrofront.
In questa data infatti, un comunicato del Ministero della Sanità tedesco riferisce che i ceppi dei batteri identificati sui cetrioli spagnoli, non coincidono con quelli responsabili dell'epidemia (in sostanza non è che questi cetrioli siano privi di batteri, ma solo che sono diversi). La causa dell'infezione continua a rimanere sconosciuta, tesi avvalorata anche dall'European Centre of Disease Control and Prevention.
Nel frattempo continuano ad aumentare le vittime anche al di fuori del suolo tedesco.
Domenica 5 Giugno. Sono stati i germogli di soia tedeschi, consumati crudi, a scatenare l'epidemia; la notizia viene confermata dal ministro dell'Agricoltura della Bassa Sassonia. Viene addirittura identificata la cooperativa biologica che ha prodotto e distribuito i germogli da consumare crudi.



L'azienda agricola è stata chiusa e tutti i suoi prodotti sono stati tolti dal mercato. Il ministro ha invitato i tedeschi, per precauzione, ad evitare di consumare per il momento qualsiasi tipo di germoglio di soia (che, tra parentesi, avevano già provocato in Asia una epidemia analoga a questa).
Per non tirarla troppo per le lunghe... è notizia di ieri 6 giugno che la soia non c'entra; test di laboratorio in Germania hanno scagionato il prodotto.
La ricerca della fonte dell'epidemia che ha causato almeno 22 morti in tutta Europa, continua e noi ... aspettiamo

martedì 31 maggio 2011

Sana Vs BtoBIO

Ciao a tutti.
quante cose avrei da dire oggi... Cercherò di essere concisa e, come prima cosa e come promesso, 2 parole sul BtoBIO svoltosi a Milano all'inizio del mese.
Non voglio essere cattiva, anche perchè si è trattato della prima edizione e quindi... aspettiamo a stroncare l'iniziativa. Alcune cose però ve le posso dire. Innanzitutto, per chi non fosse di Milano e non conoscesse la nuova fiera... E' davvero una cosa mastodontica; vi consiglio di mettervi delle scarpe comode perchè se disgraziatamente sbagliate entrata dovrete percorrere chilometri (e non importa se ci sono i tapis roulant). Questo è stato il primo difetto che ho trovato; troppi padiglioni e troppo spazio per 5 padiglioni occupati (4 per tuttofood e 1 per il BtoBIO)



Un'altra cosa che ho notato.... Rispetto al SANA di Bologna (di cui però sono state fatte almeno 22 edizioni) c'era molto meno movimento. Probabilmente ciò è dato dal fatto che io ci sono stata di martedì (probabilmente durante il week end l'ambiente era molto più movimentato); per questo motivo l'ambiente sembrava molto vuoto e gli spazi, anche se maggiori rispetto a Bologna, sembravano più angusti.
Altre cose ho notato. Molti espositori, senza fare nomi nè analizzare le motivazioni, erano presenti con stands decisamente meno appariscenti rispetto al Sana. Probabilmente erano diversi gli scopi delle due manifestazioni tanto è vero che il BtoBIO era diretto più specificamente verso i grandi gruppi (e i loro buyers) che verso i consumatori finali.




Molte sono state le iniziative meritevoli di menzione, ma per mancanza di tempo ne citiamo solamente 2. Innanzitutto il doppio appuntamento con gli Showcooking e l’alta cucina biologica, iniziativa che nasce dalla collaborazione con l’associazione Chic-Charming Italian Chef, cui aderiscono ben 65 cuochi di alta cucina, molti stellati della Guida Michelin, nata per promuovere e valorizzare in Italia ed all’estero la cultura della cucina di qualità e dell’enogastronomia. Le sezioni di Showcooking sono giornaliere e vedono la presenza sul palco di un giornalista, un produttore e uno chef di riferimento legati ai prodotti e ai territori di qualità, per raccontare al pubblico il meglio delle eccellenze del settore biologico.
L’altro appuntamento da menzionare è stato sicuramente il BtoBio Cchic&Gourmet. Ogni giorno, a fianco dell’area Showcooking, un ristorante di alta cucina biologica propone un menù diverso teso a valorizzare le eccellenze territoriali italiane con l’offerta di piatti tipici preparati e proposti da professionisti di altissimo livello.
Il tutto, accompagnato da una orchestrina jazz che allentava il brusio di fondo tipico di tutte le fiere e rendeva l'ambiente più conviviale.

Come vi dicevo prima, tante cose stanno succedendo in questo periodo; cocomeri esplosivi, cetrioli mortali, nazioni che decidono di smantellare centrali atomiche....
ci torneremo.
A presto

lunedì 9 maggio 2011

Si, lo so. Avete ragione

Ciao a tutti.
Il titolo di questo post, oggi, è un'ammissione di colpevolezza. So di essere stata latitante in questo periodo e anche Vetrina Verde (il sito) me lo ha fatto notare.
Tante cose sono successe da quando ho dovuto smettere di aggiornare il blog; l'11 marzo in Giappone è successo un incidente in una centrale nucleare che si può senza tema di smentita definire epocale. Tempo fa abbiamo postato diverse notizie sulla fuoriuscita di petrolio nel golfo del Messico e avremmo voluto/dovuto pubblicare i nostri commenti e pensieri a riguardo ma, oltre alla mancanza di tempo eravano davvero sconvolti per le notizie che man mano si succedevano. Il 22 Aprile si è celebrata la giornata mondiale della Terra che, davvero, merita di essere festeggiata non tutti gli anni ma tutti i giorni.
Oggi però sono qui per un altro motivo.
l'8 maggio (domenica) si è aperta a Milano Tuttofood, l'esposizione internazionale dedicata agli operatori del settore agroalimentare; la vetrina per scoprire le idee innovative del settore e far incontrare i canali produttivi con la distribuzione in tutte le sue forme. La completezza e la varietà dell'offerta assicura ai visitatori la possibilità di venire in contatto con le migliori specialità provenienti da ogni angolo del mondo.



Per la prima volta, in contemporanea e in sinergia con Tuttofood, si tiene quest'anno la prima edizione del BtoBIO; operatori da tutto il mondo (import-export manager, buyer horeca, hospitality, GDO, produttori, trasformatori, fornitori, grossisti…) partecipano all'appuntamento fieristico e all'incontro con il BIOLOGICO CERTIFICATO dell'eccellenza dell'agroalimentare, dei prodotti salutistici, cosmetici ed erboristici per aprire NUOVI CANALI di sviluppo, produzione, distribuzione, lavorazione, vendita e acquisto in Italia e nel mondo. La rassegna nasce su esplicita richiesta di molti protagonisti del settore (produttori, trasformatori, associazioni e consorzi in primis) che hanno sentito la necessità di una nuova accelerazione del comparto per una maggiore e migliore diffusione dei prodotti bio sia all’estero che in tutti i canali di distribuzione. Oltre a consolidare lo specializzato, infatti, gli espositori di BtoBIO puntano con decisione ad aumentare le quote di mercato nel normal trade.



BtoBIO EXPO è anche una vetrina su tutti gli ambiti di presenza e sviluppo del mondo bio, compresi i non alimentari. Dai mangimi alle sementi, dai concimi ai prodotti per l’apicoltura, e altro. La fiera contempla la presenza anche di tessuti e abbigliamento, nonché di prodotti salutistici, cosmetici ed erboristici (certificati).

BtoBIO EXPO è una kermesse è arricchita da eventi, incontri, show-case, dimostrazioni, dibattiti internazionali sullo stato dell’arte e, soprattutto, sulle nuove e prossime opportunità che il mondo del biologico dovrà cogliere (legislazione, mercato, canali, certificazione…).
Domani sarò presente e, sicuramente, vi riporterò immagini, sensazioni e commenti.
A presto

martedì 22 marzo 2011

Giornata Mondiale dell'Acqua

Ciao a tutti.
Oggi è la Giornata dell'oro blu.



E’ un bene vitale che manca a oltre un miliardo di persone, per il quale si combattono guerre palesi o striscianti, e che durano anni; è una risorsa strategica al centro di interessi e appetiti enormi, dovrebbe essere un diritto per ogni essere umano ma si vuole ridurre a merce qualsiasi.
L’allarme lanciato dall’Onu, «Acqua per le città, rispondere alla sfida urbana», ricorda che l’oro blu sarà sempre più conteso anche nelle metropoli. La vergogna è che la sfida delle acque urbane non è dovuta alla scarsità della risorsa, ma alla cattiva gestione e alla cattiva politica, che non contrastano l’inquinamento e i cambiamenti climatici, l’avidità delle multinazionali che si accaparrano questo bene comune. I dati sul rapporto tra acqua e urbanizzazione, pubblicati sul sito ufficiale del World Water Day 2011 (www.worldwaterday2011.org), parlano chiaro. La crescita della popolazione urbana avanza al ritmo di due persone al secondo, metà della popolazione mondiale vive ormai nelle città, entro due decenni saranno il 60% con punte del 95% nei Paesi in via di sviluppo.
La sfida dell’oro blu nelle città aumenta se si considerano i dati sulla povertà: 828milioni di persone vivono in baraccopoli o luoghi senza adeguati servizi idrici e igienico-sanitari.



I poveri pagano fino a 50 volte in più per un litro d’acqua rispetto ai loro vicini più ricchi, poiché spesso devono comprarla da fornitori privati. L’acqua viene accaparrata soprattutto da industria e agricoltura (monocolture industriali) e l’inquinamento è costante: due milioni di tonnellate di rifiuti vengono smaltiti in corsi d’acqua ogni giorno, dicono gli esperti (nei Paesi in via di sviluppo il 90% delle acque reflue viene immesso senza essere trattato direttamente in fiumi, laghi e mari), la salute umana viene compromessa dalla scarsità di acqua potabile, che provoca malattie come il colera e la malaria.
Le reti di distribuzione urbana sono un colabrodo, perdono anche il 50% del prezioso liquido, con una stima annuale che si aggira tra i 250 e i 500 milioni di metri cubi di acqua potabile nelle grandi città.
Ecco una «grande opera» da affrontare subito.
Il continente più disastrato è l’Africa: l’African Medical and Research Foundation, la principale organizzazione sanitaria del continente nata da oltre cinquant’anni, nell’Africa subsahariana l’accesso all’acqua pulita è un diritto fondamentale negato a più del 40% della popolazione: «Senz’acqua non c’è salute né sviluppo – dice Tommy Simmons, direttore generale di Amref Italia –. I danni all’agricoltura sono incalcolabili, il bestiame muore, le lezioni a scuola non si possono svolgere regolarmente e saltano anche gli equilibri familiari, perché le donne sono costrette ad assentarsi per ore alla ricerca di acqua, lasciando incustoditi i figli».
La mancanza di acqua pulita e di servizi igienici adeguati costa ogni anno all’Africa Subsahariana il 5% del suo Pil ed è legato, direttamente o indirettamente, all’80% delle malattie.



All’acqua, prodigioso elemento del quale siamo in gran parte composti, è dunque legato il destino dell’umanità: fino a ieri la parola d’ordine sembrava essere privatizzazione, oggi si comincia a capire che la gestione delle multinazionali non funziona, che dev’essere il settore pubblico a garantire l’acqua a ogni cittadino. In un mondo sempre più ingiusto, il prossimo referendum italiano potrebbe costituire una svolta: il controllo sull’acqua dovrebbe essere pubblico, sociale, cooperativo, equo e non destinato alla creazione di profitto; deve rispettare l’ecosistema, le sorgenti e le falde. Principi difficili da realizzare se si considera Madre Terra solo come un business, un deposito infinito di materie prime.

sabato 12 marzo 2011

Dormire... forse sognare

Ciao a tutti.
Mi sono sempre considerata una libera docente in "teoria e pratica del dormire bene", una specie di cintura nera del sonno; da quando ho un bambino però, tutto ciò è solo un ricordo. Dormire una notte intera è oramai un sogno e quindi sono alla spasmodica ricerca dei metodi e materiali migliori per ottimizzare le poche ore di sonno ora disponibili. Domenica si terrà a Vaprio d'Adda la fiera "Casambiente" sulla casa ecologica dove, tra l'altro, verrà bene illustrato come il metallo sia un nemico del sonno, così come l'umidità e in genere le polveri, oltre ovviamente a tutto ciò che è chimico.



Le ore di sonno occupano (in teoria) un terzo del nostro tempo e sono essenziali per l’umore e la forma fisica, ma allora perché trascuriamo questo aspetto?. E’ la domanda che molti si propongono in occasione della «Giornata del sonno», che si terrà il prossimo 18 marzo. E i dati sui danni della mancanza di sonno sono chiari e inquietanti: dormire meno di 6 ore aumenta il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, come l’ipertensione, mentre il 50% dei soggetti con insonnia cronica rischiano l’ipertensione. E venerdì i medici del sonno presenteranno la «Guida pratica» realizzata da specialisti in medicina del sonno dell’Aism e medici della Simg (la Società italiana di medicina generale). Per dormire sano e bene le regole di base sono poche, ma fondamentali: un buon letto, un ottimo materasso e un cuscino adatto. «Tre elementi chiave insieme con la trapunta; inutile sceglierne uno e trascurare il resto. E poi si deve pensare anche agli arredi. Devono essere pochi per non accumulare polveri che possono provocare allergie. Banditi anche i mobili con formaldeide, perchè potrebbe causare irritazione delle vie aeree e degli occhi, oltre a mal di testa. Tende, lenzuola e moquettes, poi, devono essere scelte con cura e preferibilmente senza sostanze chimiche. Per i pigiami meglio il cotone o il lino.



Sotto accusa finiscono i letti con i contenitori; Possono far accumulare fino a un litro d’acqua in umidità, che provoca muffe e batteri. E le pareti? Esistono vernici a base di latte e uova e i prezzi sono accessibili. Sui metalli poi il punto è chiaro

mercoledì 16 febbraio 2011

Latte e miele ... ma quale miele?

Ciao a tutti.
Riportiamo oggi la notizia di un parere dell’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea su una causa che oppone un apicoltore tedesco ad un Land della Baviera. La rilevanza di questo parere (il parere di un avvocato generale tedesco è qualcosa di più di una semplice opinione) è che questa è l’ennesima dimostrazione del fatto che la coesistenza in campo aperto tra coltivazioni tradizionali e coltivazioni Ogm è semplicemente impossibile.
Oltre il parere, L'avvocato generale conclude che il miele in cui è riscontrabile la presenza di polline di mais Ogm, nella fattispecie Mon 810, e gli integratori alimentari a base di polline contenenti contaminazioni della medesima varietà di mais, devono essere soggetti a un’autorizzazione all’immissione in commercio e devono essere etichettati come Ogm, indipendentemente dal fatto che tale materiale sia stato incluso intenzionalmente o meno.



Ricordiamo il caso in questione. Nel 1998, l’impresa Monsanto ha ottenuto un’autorizzazione all’immissione in commercio del mais geneticamente modificato della linea Mon 810; Il Freistaat Bayern (Land della Baviera, Germania) è proprietario di diversi terreni sui quali negli ultimi anni è stato piantato a scopi di ricerca proprio il mais Mon 810. Un apicoltore amatoriale che produce, in prossimità di questi terreni, miele per la vendita e per il proprio consumo, nel 2005su un campione di polline di mais raccolto in alveari posti a una distanza di 500 metri dai terreni del Freistaat Bayern ha riscontrato la presenza, da un lato, di Dna di Mon 810 e, dall’altro, di proteine geneticamente modificate. Inoltre, anche il miele presentava, in alcuni campioni, modesti quantitativi di Dna di Mon 810. Ritenendo che la presenza di residui di mais geneticamente modificato avesse reso i suoi prodotti apistici inadatti alla commercializzazione e al consumo, l'apicoltore ha avviato dei procedimenti giudiziari contro il Land della Baviera, dinanzi alle autorità giudiziarie tedesche.
“Oltre a rappresentare un problema ambientale e una minaccia per i campi e la biodiversità delle colture – prosegue Andrea Ferrante Presidente nazionale di AIAB– gli Ogm si confermano anche come un serio problema economico. Infatti, se la Corte di giustizia confermerà, come è probabile che accada, l’orientamento dell’avvocato generale, l’intero sistema produttivo sarà sotto la spada di Damocle di possibili contaminazioni transgeniche. Bisogna uscire dalle sterili discussioni sulle soglie di tolleranza per le contaminazioni, mentre è urgente che le autorità nazionali e regionali si attivino per prevenire nuove minacce al nostro sistema produttivo e al nostro territorio”.



Ancora più duro il commento di Coldiretti: “Tutto ciò dimostra che la coltivazione di un campo Ogm è in grado di determinare la contaminazione del miele attraverso il trasporto del polline da parte delle api rendendo necessaria in ogni caso una specifica autorizzazione per la messa in vendita. Un danno per gli apicoltori e una preoccupazione concreta per i consumatori. In Italia è vietato coltivare Ogm e di conseguenza non è contaminato il miele prodotto sul territorio nazionale che è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente voluta dall’organizzazione degli imprenditori agricoli.
Un discorso diverso vale per il miele importato in ingenti quantità In Italia da Paesi comunitari ed extracomunitari in cui sono diffuse le coltivazioni Ogm. Nel 2010sono stati importati 14 milioni di chili di miele dall’estero rispetto alla produzione nazionale di circa 20 milioni di chili”.
Morale della favola, tanto per cambiare, ... solo miele italiano

venerdì 4 febbraio 2011

That's incredible!!!

Ciao a tutti.
Oggi, incredibilmente e con grande soddisfazione, dobbiamo registrare la seconda buona notizia dell'anno. Dopo la salvezza della legge "anti frodi" di cui abbiamo riportato la notizia l'ultima volta (non è gran che, certo, ma toglieteci anche questa...), L'Unione europea si muove per tutelare i consumatori contro la frode degli oli "tarocchi", spacciati per extravergini e frutto invece di un processo di deodorazione per eliminare il cattivo odore proveniente dalla fermentazione delle olive. L''Unione Europea ha infatti introdotto nella valutazione nuovi parametri che consentiranno di svelare la presenza di oli deodorati negli oli extravergine d'oliva. Quella dell'adulterazione degli oli extravergine è una problematica che ha radici molto antiche se si pensa che già negli Anni 60 si miscelava l'olio di semi all'olio d'oliva, e si è protratta negli anni seguendo differenti modalità, fino alla più recente pratica della deodorazione.





Purtroppo il regolamento sarà in vigore dal prossimo 1 marzo e gli oli imbottigliati entro questa data avranno comunque una scadenza di 18 mesi; ma applaudiamo comunque una scelta che punta all'esclusione dal mercato di prodotti che "ingannano i consumatori e fanno concorrenza sleale con prezzi bassi ai produttori italiani impegnati nella tutela della qualità".
Comunque, le nostre bruschette sono salve; meno male

lunedì 31 gennaio 2011

Il bandolo della matassa

Ciao a tutti.
Se una mozzarella diventa improvvisamente blu, è facile accorgersi che qualcosa non quadra, ma siamo sicuri che anche quando la mozzarella resta bianca possiamo fidarci? In realtà, in Italia il giro d'affari del cibo adulterato e delle frodi alimentari è vertiginosamente aumentato negli ultimi anni arrivando a circa 3 milioni di euro al giorno e quel che più conta è che non ci sono più cibi sicuri. Si va infatti dal pesce fresco esposto al solleone estivo alle cozze tossiche o infettate dal vibrione del colera o dal virus dell'epatite, dalle alici con il parassita ai cibi scaduti e rinfrescati cambiando le etichette, dal mascarpone con il botulino agli ortaggi con il piombo, dalla carne vecchia ringiovanita con coloranti all'acqua minerale al cloroformio. E vogliamo parlare della mozzarella bianchissima (con aggiunta di calce e gesso) o dell'olio extra vergine d'oliva fatto senza olive?
Abbiamo corso un grossissimo rischio quando alla fine di dicembre è entrato in vigore una procedura "taglia leggi", del nostro Ministro della Semplificazione, ma fortunatamente il vuoto legislativo è durato poco.
Il 18 gennaio infatti, il Ministro Ferruccio Fazio ha chiarito che, grazie a un cavillo tecnico, la norma che sembrava destinata al macero resta in vigore e può quindi continuare ad esercitare il suo ruolo; punire e sanzionare gli illeciti alimentari come l'adulterazione e la sofisticazione di cibi.
E' importante non abbassare la guardia sulla nostra sicurezza alimentare, anche se un adeguamento della normativa sarebbe auspicabile (la legge che per adesso ci salva è infatti datata 1962); quel che è importante è che nessuno, rendendo i controlli più severi e le sanzioni più salate, non possa sottrarsi alle sanzioni.

martedì 11 gennaio 2011

Nuovo anno, vecchi veleni

Ciao a tutti,
mi auguro che abbiate passato delle favolose festività, e vi faccio i miei migliori auguri per un nuovo anno ricco di tutto ciò che desiderate.
Riprendiamo oggi le nostre chiacchierate parlando nuovamente della Germania e dei problemi che ci causa in continuazione; dopo la mozzarella blu adesso ci vengono propinate uova e carne di maiale alla diossina. I nostri politicanti nel rassicurarci, ci raccontano le solite favole (importiamo pochissime uova già rintracciate, i maiali sono nostrani ecc.), la quantità di veleno contenuta nei diversi prodotti è inferiore alla soglia di tolleranza, per avere effetti negativi si dovrebbero mangiare centinaia di uova e chili e chili di carne di maiale ... e si vogliono salvare raccontandoci della tracciabilità dei prodotti.
Restano però diversi punti che non convincono più di tanto.
Innanzitutto la Germania ha chiuso 4.700 allevamenti di polli e maiali (non mi sembrano pochi e indicano la diffusione capillare in tutto il paese del problema diossina), i prodotti incriminati hanno già varcato i confini nazionali (Olanda e Inghilterra principalmente) e soprattutto, come già accaduto in passato, le analisi che hanno appurato un'alta concentrazione di diossina nei prodotti sono state effettuate nel marzo del 2010.
E pensare che le frittatone sono una delle mie specialità.



Tutto questo per quanto concerne carne e uova; e i derivati?
Per fare un esempio la pasta millefoglie per fare delle quiches o dei voulevant? L'altro giorno volevo fare appunto delle quiches e, al supermercato, cercavo appunto la pastasfoglia. Ce ne fosse stata una italiana!!! Certo, i marchi erano tutti italiani, carini e molto bucolici ma in realtà tutti, e sottolineo tutti, erano fatti o in Svizzera o in Germania




In tutto ciò, almeno una notizia positiva riusciamo a trovarla. In Germania, dopo questo ultimo scandalo, un terzo dei tedeschi non si fida più dei prodotti convenzionali e acquista solamente prodotti biologici